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Guzman, il messicano di Siena Ecco chi è l’investitore-ombra

Provate a immaginare di essere seduti nella sua penthouse dal costo record, anche per il mercato di Manhattan, di 54 milioni di dollari. Piscina, vista sul Central park, arredamenti di Peter Marino e rinforzi speciali per sostenere all’ultimo piano del Time Warner Center delle sculture molto pesanti. Dietro di voi c’è appeso un Jackson Pollock valutato 140 milioni – il quadro «N° 5, 1948». Al suo fianco fino a due mesi fa c’era un Francis Bacon (il ritratto di George Dyer Talking del 1966) venduto tramite Christie a un collezionista americano per 70 milioni di dollari. Nella cassaforte ci sono titoli azionari di società in varie parti del mondo, come un pacchetto azionario pari al 5% del Banco Sabadell del valore di oltre 200 milioni di euro, la maggioranza di Telecom Argentina e il 40% di Cablevision. Cosa volete che sia investire da questo punto di vista circa 130 milioni in Monte dei Paschi di Siena? Per comprendere David Martinez Guzman, il finanziere nuovo socio della banca senese, bisogna tentare di mettere insieme tanti pezzi sparsi, alcuni – come il particolare del quadro di Pollock – mai confermati. Guzman ci ha messo del suo: anche se parla volentieri con la stampa, non ha mai voluto rilasciare interviste approfondite sul proprio profilo e il suo fondo Fintech advisory, con sede alle isole Vergini, non ha nemmeno un sito Internet. Nell’era di Facebook e Google Guzman riesce a schermarsi e anche trovare una sua fotografia è un’impresa.
Il suo profilo da investitore è talmente basso che secondo alcuni media messicani potrebbe essere un «ghost investor», che rappresenta anche interessi altrui.
I fatti certi della sua vita sono: 1) È nato a Monterrey nel 1957, città del nord del Messico dove vive ancora la sua famiglia e dove, come un orologio svizzero, torna ogni anno il 24 dicembre per il cenone natalizio. 2) Ha studiato all’istituto tecnologico di Monterrey, ha ottenuto un Mba ad Harvard e ha lavorato a Citigroup a New York. 3) Nel 1987 è tornato in Messico e grazie a 300 mila dollari della nonna ha fondato Fintech mettendo insieme una squadra di analisti specializzati in Paesi e società in crisi dove investire: uno dei primi acquisti è stato il gruppo messicano tessile e chimico Cydsa oberato da 400 milioni di debiti e pagato 40. 4) Ama l’arte e nel 2012 è stato incluso della classifica dei 200 più importanti collezionisti al mondo della ARTnews. 5) Nonostante sia messicano ha molti interessi in Argentina e non solo per avere acquistato da Telecom Italia Telecom Argentina. Cablevision è la tv via cavo ed è controllata per il 60% dal principale gruppo media del Paese, Clarin, che pubblica l’omonimo importante giornale di sinistra che si oppone al kircherismo. Proprio per questo motivo Guzman è considerato una sorta di ago della bilancia dalla «presidenta» argentina Cristina Kirchner. Tanto che in passato è intervenuto duramente contro la giustizia Usa che aveva dato torto al governo argentino sul non-pagamento dei Tango bond. Negli ultimi tempi si era interessato alla Grecia a un passo dal crac: resta da capire se, guardando dall’ultimo piano del grattacielo di New york, ci vede simili ad Atene.

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