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Guerriglia alla sede Bce ed è scontro Grecia-Ue Tsipras: “Non prendo ordini”

Prima la guerriglia urbana, poi i resti della devastazione. A Francoforte Mario Draghi inaugura il nuovo grattacielo della Bce. “La casa dell’euro”, la chiama, 185 metri di cristallo e acciaio costati 1,3 miliardi. In diecimila arrivano da tutta Europa per protestare contro austerity e troika. Inneggiano a greci, spagnoli e italiani. A fine giornata la città è devastata, l’odore acre della plastica bruciata si avverte in diversi quartieri, auto date alle fiamme, cassonetti incendiati in mezzo alla strada e ponti resi inagibili per bloccare la polizia. Arresti, feriti, vetrine frantumate e marciapiedi deserti nonostante la giornata primaverile. Girano solo manifestanti pacifici in maglietta, plotoni di poliziotti sudati fradici sotto la tenuta antisommossa e gruppi di violenti incappucciati nelle felpe nere. All’alba frange del corteo di Blockupy cingono d’assedio la nuova Bce. Sono in diecimila, fronteggiati da altrettanti agenti. E’ guerriglia vera che divampa anche in centro. Viene assaltato un commissariato, gli incappucciati provano a sfondare i cordoni di polizia che sigillano la Bce. La violenza è immane, cannoni d’acqua e fumogeni provano a disperdere i violenti che rispondono a sassate. Dappertutto si alzano dense colonne di fumo nero. Nel corteo ci sono circa 2000 italiani.

Al lavoro alla Bce ci vanno solo in 500, quelli strettamente necessari. Gli altri restano a casa. La polizia porta i banchieri centrali nel palazzo in elicottero o in barca, sfruttando l’ingresso sul fiume Meno. C’è il sole, mentre infuria la battaglia alcuni ragazzi a torso nudo fanno tranquillamente canottaggio. Si conteranno 350 fermi, 16 arresti, sette volanti bruciate, 14 agenti e 21 manifestanti feriti e rispettivamente 80 e 107 intossicati. Nel pomeriggio i dimostranti riempiono il Romerberg, la storica piazza trabocca di una folla pacifica, allegra e variopinta. Si tengono i comizi finali, parla anche Naomi Klein. «La nostra protesta — spiega Ulrich Wilken, tra gli organizzatori — è contro la Bce, membro della troika che ostacola il lavoro del governo greco: basta austerità». Fischi per Draghi, Merkel, Schaeuble e Juncker, tutti nello stesso calderone.
Draghi in mattinata tiene comunque il suo discorso inaugurale, sottolinea che le accuse alla Bce potrebbero essere «ingiuste» poiché «ha svolto un ruolo centrale durante la crisi diventando uno dei punti focali per coloro che soffrono ». Ma afferma che le proteste vanno ascoltate attentamente: «Capisco cosa motiva queste opinioni».
Se i manifestanti di Francoforte inneggiano a Tsipras e Varoufakis, dal fronte ellenico arrivano pessime notizie. Gli sherpa dei governi europei e del Fmi lanciano pesanti accuse ai greci: non collaborano, cercano l’incidente, nascondono i dati reali. Lo stesso Tsipras davanti al suo Parlamento ammette: «Non prendiamo più ordini dai tecnici». Ma l’accordo del 20 febbraio prevedeva un lavoro preparatorio tra ex troika e Grecia. Tsipras ha ottenuto per questa sera un incontro con Draghi, Tusk, Juncker, Merkel, Hollande e Dijsselbloem a margine del summit di Bruxelles. Vuole riportare il negoziato a livello politico. Ieri Atene ha approvato misure umanitarie promesse in campagna elettorale, ma nasconde ai creditori l’impatto sul bilancio mentre si era impegnata a non prendere azioni unilaterali. La colomba Moscovici invita i greci a rispettare gli accordi, mentre tra Schaeuble e Varoufakis sono ancora bordate. «Il tempo sta scadendo», sentenzia il Finanzminister. Le casse greche sono quasi vuote e senza accordo e nuovo prestito da 7,2 miliardi sarà Grexit. Juncker è preoccupato, invita entrambi «a riprendere il controllo di se stessi». Cruciali il vertice di questa notte e la bilaterale berlinese di lunedì tra Merkel e Tsipras.
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