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Guerra avvocati-Cancellieri, è sciopero

Una notizia buona per il Guardasigilli Anna Maria Cancellieri, la Consulta boccia i ricorsi sui tribunalini, e una cattiva, gli avvocati in rivolta la snobbano e scendono in sciopero, Lei, estremamente soddisfatta per la prima novità, che le dà una grossa mano in Parlamento per rispettare la data del 13 settembre e far entrare in vigore la riforma, non reagisce al palese sgarbo che le fanno gli avvocati facendo saltare un incontro al ministero.
Loro tengono il punto contro di lei per via del fuorionda registrato a Napoli sabato da SkyTg24 durante un convegno, in cui Cancellieri dice «li incontro, così me li levo dai piedi» a proposito di un gruppo di legali che «facevano gazzarra al grido no alla giustizia privata». Come non bastasse lei critica pure le lobby, avvocati compresi, che «frenano la riforma della giustizia». Ieri tutti i rappresentanti dell’avvocatura hanno fatto quadrato contro il ministro, «offesi» pubblicamente per quello che considerano un «evidente e inaccettabile» sgarbo, e hanno disertato il vertice in via Arenula programmato da tempo. Una mezz’ora prima delle 17 ecco l’annuncio ufficiale di Guido Alpa, il presidente del Consiglio nazionale forense, che si definisce «offeso» a nome di tutta la categoria. Dopo neppure mezz’ora l’annuncio più pesante, la conferma dello sciopero dall’8 al 16 luglio indetto dall’Oua, con tanto di «manifestazioni in tutto il Paese», contro la media conciliazione obbligatoria, reintrodotta per decreto con un testo rivisitato dopo la bocciatura della Consulta, un «sistema fallimentare» secondo gli avvocati.
Val la pena di ricostruire il film della giornata per fotografare da un lato la disponibilità del Guardasigilli ad andare avanti, e dall’altra l’ostinazione dei legali che volevano, e vogliono tuttora, incassare solo le scuse formali di Cancellieri. Lei, sui giornali della mattina, motiva la sua battuta con «la gazzarra» che gli stessi avvocati di Napoli stavano inscenando. Ma al contempo si dice pronta al dialogo. «Sono sicura che troveremo un punto di intesa, basta fare le cose giuste nel migliore dei modi» ribadisce. Poche ore dopo ecco un’uscita secca dell’Unione camere civili con un «si scusi pubblicamente delle gravi e ingiuste dichiarazioni rese e tutte le rappresentanze sospendano ogni incontro col ministro fino al momento delle scuse».
È il là che mancava, perché a ruota il Consiglio nazionale forense fa saltare il vertice e l’Oua conferma lo sciopero. Da Cancellieri neppure un fiato. Lei, a questopunto, si concentra sul resto della giornata. Attende con ansia la decisione della Consulta sui tribunalini, una vera spina nel fianco per le forti pressioni parlamentari bipartisan per rinviarla, alle 19 incassa il verdetto favorevole che salva solo il tribunale di Urbino e boccia i ricorsi di Pinerolo, Alba, Sala Consilina, Montepulciano e Sulmona. Guarda come un segnale positivo l’intesa bipartisan nella commissione Giustizia del Senato dove c’è un primo voto per il testo base sulle nuove regole per le candidature dei magistrati. «Una riforma importante» per il Pd Felice Casson: non potrà candidarsi chi, nei 3 anni precedenti, ha lavorato in quella circoscrizione. Gli anni diventano 5 per tornarvi dopo con lo stesso ruolo.
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