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Gubitosi pronto a rinunciare per favorire l’Opa di Kkr

A valle di un Comitato controllo rischi e un collegio sindacale da cui emerge un importante deterioramento dei conti legati a Dazn, ma non solo, l’amministratore delegato di Telecom Italia Luigi Gubitosi scrive una lunga lettera annunciando un passo indietro e rimettendo al consiglio le proprie deleghe. Oggi il cda straordinario, convocato con urgenza venerdì 19 su richiesta di undici consiglieri, si riunirà per discutere le strategie, l’andamento del bilancio 2021, l’offerta del fondo americano Kkr, ma anche l’attuale struttura di governance e il ruolo di Gubitosi. Per «favorire il processo decisionale da parte del consiglio, metto a disposizione le deleghe che mi avete conferito, per vostra opportuna valutazione – ha scritto ieri l’ad ai consiglieri – se questo passaggio consentirà una più serena e rapida valutazione dell’offerta non vincolante di Kkr sarò contento che sia avvenuto ». Proponendo un passo indietro infatti, Gubitosi lascia sul tavolo l’offerta del fondo, che gli esponenti del primo azionista Vivendi e tutto il consiglio dovranno decidere se esplorare, oppure no.Ieri l’ordine del giorno del cda è stato integrato con il tema della governance societaria dopo che sia il comitato controlli rischi sia il collegio sindacale hanno individuato un importante scollamento delle stime del management rispetto al reale andamento dell’azienda, anche alla luce del fatto che pure il quarto trimestre si presenta in salita. Gli esponenti in consiglio di Vivendi, ovvero Arnaud de Puyfontaine e il suo braccio destro Frank Cadoret, ma anche vari consiglieri indipendenti sembrano orientati a non confermare le deleghe di Gubitosi, sia come ad che in qualità di direttore generale.Ma se il declino dei conti ha cristallizzato lo scontento verso l’ad, anche il manager lancia la sua accusa nei confronti del board e in particolare, pur non citandoli direttamente, degli esponenti di Vivendi. «L’idea di alcuni consiglieri di non inserire il prezzo o le condizioni di Kkr nel comunicato, o addirittura l’interrogativo sull’opportunità di emetterlo, dimostrano la totale mancanza di rispetto verso il mercato», scrive l’amministratore delegato, secondo cui gli ultimi punti dell’ordine del giorno della riunione del cda di oggi, ovvero l’assetto di governance confermano un senso «di scarsa priorità». Il suo invito al consiglio è di «agire nell’interesse di tutti i soci a tutela del mercato, e anche degli azionisti di minoranza e di tutti gli stakeholders, atteso che non ha un ruolo attivo ma deve assicurare la trasparenza e corretta informazione al mercato. In particolare, qualora l’offerta di Kkr venisse formalizzata, il Cda dovrà consentire agli azionisti di valutarne la convenienza e la congruità del prezzo».Nella lettera Gubitosi aggiunge anche che «le non troppo velate accuse che mi sono state rivolte in relazione alla mia presunta vicinanza a Kkr sono totalmente fuori luogo e false, non devono essere utilizzate strumentalmente per rallentare l’esame dell’indicazione di interesse: non dobbiamo privilegiare posizioni individuali, agendo nel rispetto rigoroso delle regole». Gubitosi è arrivato in Tim nel novembre 2018, lasciando la guida di Alitalia, perché «il mio lavoro è finito » e la compagnia «è stata risanata ». Ma in tre anni di gestione il titolo Tim ha perso quasi la metà del valore, recuperando buona parte delle perdite in settimana, dopo l’annuncio della manifestazione di interesse di Kkr che domenica ha fatto un’offerta «amichevole non vincolante » a un prezzo «indicativo» di 0,505 euro sia per le azioni ordinarie (ieri -2,6% a 0,48 euro) che per le risparmio (-1,29% a 0,45 euro).Se, come sembra possibile, il cda di oggi deciderà di revocargli le deleghe, è probabile che venga dato più potere al presidente e al consiglio stesso per gestire la trattativa con il fondo Usa. Toccherà a una nuova riunione del board decidere il futuro assetto di governance di Tim.Nel corso della gestione Gubitosi, secondo l’agenzia Standard & Poor’s – che ha appena tagliato il merito di credito da Bb+ a Bb (due gradini sotto il livello di investimento) – il rapporto tra debiti e margine operativo lordo è balzato da 3,2 a 4,3 volte. E questo nonostante la vendita di pezzi pregiati come le torri di Inwit, l’attività del credito al consumo e il 37,5% di FiberCop, la rete che dagli armadietti entra nelle case degli italiani, ceduta un anno fa proprio a Kkr. Il contratto con Dazn, che prevede minimi garantiti per 340 milioni l’anno e che nel primo semestre è costato 70 milioni tra reti e apparati, ha dato il colpo di grazia ai conti e minato la fiducia che gli attuali soci avevano riposto in Gubitosi solo lo scorso marzo, quando il manager era stato rieletto dal 99% dell’assemblea, con un mandato che sarebbe dovuto scadere nel marzo 2024.

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