Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Se guardi il film ti pago in criptovaluta

Partirà con tre grandi film, in alcuni Paesi in esclusiva, prima dell’uscita nelle sale. Waiting for the Barbarians con Johnny Depp, Lamborghini-La leggenda con Antonio Banderas, La rosa velenosa con Morgan Freeman e John Travolta. In arrivo in primavera, tutti e tre coprodotti da Tatatu, i primi due con l’Ambi Media di Andrea Iervolino e Monika Bacardi, il terzo con la Iervolino Entertainment. Tatatu è una nuova piattaforma social di video-sharing: si prepara a competere con Netflix, con un modello diverso basato su blockchain. Non solo i contenuti sono gratuiti, finanziati dalla pubblicità, ma gli utenti sono pagati per vederli.

Sarà lanciata in Italia, Canada, Uk e Australia in gennaio. Iervolino, 30 anni, nato a Cassino (padre italiano e madre canadese) ha prodotto e distribuito già 70 film ed è nominato dal 2015 «Ambassador of Italian cinema in the world». Perché una blockchain per il video? «Il nostro modello è di pagare gli utenti per ogni secondo di streaming video visto, condividendo con loro i ricavi pubblicitari — spiega —. Il tempo dedicato dagli utenti è il vero valore. Quindi è giusto che gli utenti abbiano un ritorno se vogliamo creare una vera sharing economy. Non sarebbe stato possibile monetizzare il tempo di ascolto senza la tecnologia della blockchain».

Ogni partecipante a Tatatu riceverà un bonus di entrata di 50 Ttu Token (gettone in criptovaluta Ethereum) e quando arriverà a 200 token, guadagnati guardando video, potrà spenderli o convertirli in cash. Più inviterà amici a condividere i video, più guadagnerà. «Stiamo facendo accordi con grandi catene, la prima è Direct Coop in Canada, che accettano pagamenti in criptovaluta, e offriremo opportunità commerciali per spendere i token», precisa Iervolino. Tatatu è stata finanziata da un’Ico (Initial coin offer) lanciata presso grandi investitori (produttori, banche e venture capitalist) e ha raccolto a fine giugno 575 milioni di dollari. In sei mesi è stata creata la piattaforma su tre strati: il social network accessibile da un’app, lo streaming di video on demand e la blockchain per le transazioni. «Tutti i nostri contenuti sono Premium, per l’Italia abbiamo acquisito un catalogo di 400 film e ogni settimana ci sarà un nuovo titolo. Se Facebook associa i brand ai contenuti generati dagli utenti, noi vendiamo pubblicità sui contenuti di qualità, con un ritorno di immagine più positivo e un target preciso del gradimento e consumo». Obiettivo di Tatatu: 600 milioni di utenti nel 2021.

Ma non è la sola piattaforma video basata su blockchain. Il 10 ottobre è stata lanciata Viuly da un team ucraino, per «compensare i creatori di video e condividere i profitti pubblicitari con gli utenti». Anche qui le transazioni sono in criptovaluta, i Viu Token. « Ogni partecipante alla blockchain riceve compensi sia per i video che crea, sia per quelli che guarda. E ottiene 10 Viu Token per ogni utente che porta», dice il ceo Ruslan Popa.

Al Mipcom a Cannes a metà ottobre una sessione è stata dedicata all’impatto delle blockchain nelle comunità video. C’era Tatatu e anche AlphaNetworks, fondata da Seth Shapiro: una blockchain per le Ott Tv, potenziata da una piattaforma di intelligenza artificiale, che permette una gestione immediata dei diritti e della pubblicità per ogni contenuto visto. È un modello a cui si ispirano anche i produttori indipendenti. Un gruppo di giovani filmaker di Catania sta creando ViMove, una piattaforma social di video sharing italiana basata su blockchain Ethereum. «Siamo una rete di creatori di contenuti, soprattutto video di informazione e storie sui territori, cercavamo un modo di valorizzarli — dice Jacopo Genuardi, amministratore della start-ìup Visualazer —. La blockchain ci è parsa la soluzione. L’utente sceglie un autore e può finanziarne le produzioni, la catena ne tiene traccia. Se il video prodotto viene comprato da un media, gli utenti che hanno partecipato a finanziarlo sono compensati».

Chiara Sottocorona

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa