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Gualtieri: lo Stato non entrerà nella governance delle imprese

ROMA

Nella manovra anticrisi ci sarà un modello di sostegno alle imprese «molto ambizioso», che però non sarà animato da «alcun intento di nazionalizzazione o controllo». L’assicurazione arriva direttamente dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che risponde così alle domande dei parlamentari sulle misure in arrivo. L’audizione alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera è sul decreto imprese. Ma l’attenzione di tutti è sulla maximanovra, e soprattutto sul pacchetto di interventi sulle imprese, a più livelli a seconda del fatturato (Sole 24 Ore di domenica).

Il tema è stato al centro del confronto nella maggioranza anche nel vertice di ieri sera con i capidelegazione, in un calendario che continua a essere incerto. In mattinata Gualtieri aveva indicato l’obiettivo di «metà settimana» per l’arrivo del provvedimento in Consiglio dei ministri, ma molto dipende anche dalle modifiche al Quadro Temporaneo Ue sugli aiuti di Stato che potrebbero richiedere qualche giorno in più. L’intenzione del governo, secondo le parole del ministro, è anzi quella di «andare oltre» i limiti del Temporary Framework nel sostegno al sistema produttivo italiano.

Il primo livello, riservato alle imprese sopra i 50 milioni di fatturato, passa dall’operazione «patrimonio dedicato». La sua azione, che dovrebbe contare su una provvista da 50 miliardi, si tradurrà in un sistema di interventi articolato, che passerà per «ristrutturazioni, ricapitalizzazioni e anche ingresso nel capitale», in un ventaglio modulato in base alla «specificità delle imprese in crisi». Ancora più discusso è il secondo livello, quello per le aziende da 5 a 50 milioni di fatturato: qui il sostegno dello Stato dovrebbe accompagnare, con somme pari, le ricapitalizzazioni private. E si dovrebbe trasformare in aiuto a fondo perduto sulla base di una serie di parametri ancora al centro delle discussioni. Per le imprese più piccole l’aiuto dovrebbe invece essere sempre a fondo perduto, e per Gualtieri sarà modulato «in base alla perdita di fatturato» in un sistema che offrirà «cifre significative, maggiori di altri paesi, e un minimo fissato».

Sul fronte lavoro, è in rampa di lancio la prima, vera, “scalfittura” del decreto dignità, con il probabile stop alle causali sui rinnovi dei contratti a termine, misura su cui è in pressing il Pd. Le causali restano necessarie per la stipula dei nuovi rapporti a tempo determinato. Si starebbe approfondendo anche la possibilità di eliminare il contributo dello 0,5 sui contratti a termine rinnovati entro il 31 agosto.

Nel decreto maggio ci sarà anche il rifinanziamento della cassa integrazione, che si allunga di altre 9 settimane. Naspi e Dis-coll (disoccupazione per i collaboratori) guadagneranno due mesi in più, a vantaggio dei lavoratori con il sussidio in scadenza.

«Non ci sono problemi di risorse – ha ribadito il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, dai microfoni di Radio24 – . Sul piatto, per gli ammortizzatori, ci sono 16 miliardi». La ministra ha poi detto di essere d’accordo con le proposte avanzate dal presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi: «Sì, sicuramente sono delle proposte che hanno un loro valore – ha detto Catalfo –. In questo momento è necessaria una doppia azione: aiutare e sostenere imprese e famiglie e sbloccare gli investimenti e accelerare sui pagamenti della Pa». Nel “pacchetto lavoro” c’è anche la proroga allo stop di licenziare per altri tre mesi e l’indennità ai lavoratori autonomi : ad aprile, altri 600 euro in automatico, a maggio si dovrebbe salire a mille, ma solo per alcune categorie di professionisti e con dei paletti.

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