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Gualtieri: a breve l’ok Ue al Patrimonio Rilancio Cdp

Dovrebbe arrivare entro metà settembre il via libera dell’Antitrust europeo al decreto che attua l’operazione “Patrimonio destinato”, cioè l’insieme di strumenti di intervento pubblico nel capitale delle imprese sopra i 50 milioni di fatturato in difficoltà (l’intervento poggia su una dote 44 miliardi in termini di saldo netto da finanziare ma secondo i calcoli del governo non produce nuovo indebitamento) attraverso Cassa depositi e prestiti secondo la cornice costruita con il decreto di maggio.

A indicare i tempi previsti dal governo è stato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nel’audizione di ieri alla commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti. Il negoziato con Bruxelles è stato lungo e complesso, come ha riconosciuto lo stesso titolare dei conti, anche perché l’Italia ha cercato di allargare il più possibile gli strumenti da utilizzare all’interno delle griglie comunque rigide disegnate dal nuovo Temporary Framework sugli aiuti di Stato aggiornato a più riprese dalla Ue nei primi mesi della crisi economica prodotta dalla pandemia.

Ma «siamo agli ultimi dettagli», sostiene Gualtieri, dopo una trattativa condotta dal Tesoro con la DG Competition che si è concentrata soprattutto sulla possibilità di estendere il ventaglio degli strumenti utilizzabili e la platea delle imprese da aiutare. Sul primo punto il Tesoro ha spinto soprattutto per allargare anche alle azioni convertendo gli interventi possibili da parte di Cdp, accanto alla sottoscrizione di azioni ordinarie e di strumenti ibridi.

Tra i nodi più delicati nel negoziato anche i vincoli di redditività per l’intervento statale posti dal Temporary Framework insieme al calendario rigido di uscita dal capitale per garantire il carattere temporaneo delle deroghe ai principi del mercato unico.

Se l’Italia si fosse limitata a trasporre i meccanismi originali pensati a Bruxelles, ha detto Gualtieri, ci sarebbe stato il rischio che le regole si rivelassero «poco praticabili».

Dopo la notifica Ue sarà il turno dell’esame parlamentare, che il ministro dell’Economia auspica «rapido» per far partire il meccanismo che sarà in campo fino al 30 giugno del prossimo anno.

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