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Il gruppo Ion chiude su Cedacri Prove di maxi-polo del fintech

La Ion Investment dell’imprenditore Andrea Pignataro conquista il gruppo Cedacri, il principale operatore italiano nel mercato dell’outsourcing di servizi di information techlogy per banche e istituzioni finanziarie.

L’operazione è ormai vicina alla chiusura. Nella notte ci sono state le negoziazioni sugli ultimi dettagli dell’accordo. La transazione, secondo le indiscrezioni, dovrebbe prevedere l’acquisto di Cedacri da parte di Ion Investment e il reinvestimento del gruppo finanziario Fsi, guidato da Maurizio Tamagnini. Proprio Fsi, fondo a capitale paziente, darà una valenza italiana all’operazione, oltre che garantire il track record nella costituzione di campioni dell’economia digitale, come già avvenuto per Sia.

La valutazione della transazione (dove advisor è stato Deutsche Bank) è di 1,5 miliardi di euro e include una posizione finanziaria netta e altre passività di circa 320 milioni. L’operazione sarà sostenuta per il 70% da Ion Investment con fondi propri, mentre per il 30% sarò finanziata con linee bancarie. Nel dettaglio, Fsi (con il 27,1%), Banca Mediolanum (15,6%), Banco di Desio e della Brianza (10,1%), Cassa di Risparmio di Asti (7,9%), Bper Banca (7,5%), Banca Popolare di Bari (6,6%), Cassa di Risparmio di Bolzano (6,5%), Banca del Piemonte (4,2%), Credito Emiliano (3,9%), Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli (3,2%), Cassa di Sovvenzioni e Risparmio Personale della Banca d’Italia (2%), Società Reale Mutua di Assicurazioni (1,3%), Banca del Fucino (1,1%), Banca Valsabbina (1,1%), Cassa di Risparmio di Cento (1%), Cassa di Risparmio di Volterra (1.%) hanno firmato un accordo vincolante che prevede la cessione a Ion delle partecipazioni azionarie in Cedacri. Fsi reinvestirà in minoranza, mentre le banche usciranno.

Pignataro è un personaggio emergente della finanza europea. Ha creato 20 anni fa nel Regno Unito Ion Investment Group, diventato in una decina di anni un gruppo fintech internazionale, specializzato in piattaforme di gestione dati e di processi per intermediari, grandi corporation e banche centrali.

Il gruppo Ion, che ha sedi a Londra e New York, è cresciuto negli ultimi anni con numerose acquisizioni, in alcuni casi a leva, tutte nel settore del fintech. L’azienda inglese ha operato con le logiche del private equity, agendo con la rapidità e flessibilità tipica di questi investitori, ma a differenza dei fondi, con una logica di lungo periodo e operando trasformazioni in modo tale da permettere di ripensare il modello di business.

In particolare, a partire dal 2004 ha condotto 26 acquisizioni per un enterprise value complessivo di 10 miliardi di dollari. Nel 2019 ha comprato da Bc Partners e dal fondo sovrano di Singapore Gic il controllo di Acuris, il gruppo a cui fanno capo i servizi di intelligence su m&a e debt capital market Mergermarket, Debtwire, Unquote e Asia Venture Capital Journal. Nel 2017, invece, Ion, insieme a Carlyle, ha ricapitalizzato Dealogic. L’imprenditore si è mosso anche negli Usa per quotare al Nasdaq la Spac Scion Tech Growth I, con un target di raccolta di 500 milioni.

Ora con la nuova acquisizione di Cedacri l’obiettivo è lo sviluppo ulteriore dell’azienda, già oggi uno dei maggiori gruppi fintech italiani dopo il gigante Nexi-Sia. Ion investment punta ad accelerarne la crescita grazie anche alle sinergie con il resto del gruppo. L’obiettivo di Cedacri, assieme a Ion, è quello di diventare uno dei leader europei del settore fintech e delle piattaforme per il sistema bancario.

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