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Gruppo Iccrea, terza banca del paese

Il gruppo bancario cooperativo guidato da Iccrea comincia il percorso verso la sua effettiva costituzione con una dotazione patrimoniale meno consistente rispetto a quanto ci aspettasse in base alle stime inziali. Alla candidata capogruppo Iccrea hanno aderito 162 Bcc, per un totale di 2.593 sportelli, 125,7 miliardi di attivi. I fondi propri, ovvero il patrimonio, si attestano a 10,5 miliardi, pari al 57% del patrimonio di tutto il sistema del credito cooperativo. Il gruppo si candida a posizionarsi al terzo posto in Italia, dietro a Unicredit e IntesaSapaolo, per numero di sportelli e per fondi propri. Il management ieri ha dato rassicurazioni rispetto alla solidità del gruppo e al prossimo esame sui crediti, il comprehensive assessment (asset quality review e stress test). «Il dato sul patrimonio è emerso dal momento che abbiamo cominciato a elaborare in modo granulare i dati delle singole banche – ha commentato Leonardo Rubattu ieri, in occasione di una conferenza stampa organizzata per presentare il gruppo -. È sotto le stime anche perchè il range atteso di adesione era tra 160 e 180 banche e ci siamo attestati a 162. L’aspetto molto positivo è però la patrimonializzazione, con total capital ratio del 16,8 per cento. Abbiamo già avviato una forma di Aqr interno sulle singole banche, in vista di quello che sarà avviato dalla Banca d’Italia e dalla Bce a partire da febbraio 2018. Non siamo preoccupati per l’esito dell’esame, abbiamo già una copertura sugli Npl pari al 45 per cento e in ogni caso mezzi patrimoniali sufficienti a fare fronte a eventuali coperture aggiuntive». Rubattu ha anche spiegato che il gruppo possiede comunque ampi margini per reperire risorse senza dover aprire al mercato il capitale della capogruppo: ci sono le società operative sulla monetica, credito al consumo e risparmio gestito che in futuro potrebbero essere veicolo per partnership azionarie.
Sulle 162 banche aderenti, 58 sono concentrate al Nord con una forte presenza nel Veneto. Il presidente Giulio Magagni ha spiegato che non ci sono contatti per ritentare la costituzione di un gruppo unico con l’altra candidata capogruppo, Cassa centrale banca. «Stanno andando per la loro strada – ha spiegato -. Vediamo più avanti, quando si entrerà nel vivo della fase autorizzativa». Iccrea presenterà istanza alla Banca d’Italia e alla Bce per la costituzione del gruppo nel quarto trimestre di quest’anno, presumibilmente già in autunno. Rubattu ha escluso al momento ipotesi di riacquisto di azioni proprie, anche se il 23% del capitale della banca è posseduto da Bcc che hanno scelto di aderire a Cassa centrale. A proposito dei contatti da parte del Mef per esplorare un possibile coinvolgimento sulle banche venete, Rubattu ha ammesso di seguire con attenzione la situazione, anche per la vocazione territoriale delle due popolari. Ma per immaginare percorsi articolati i tempi non sono maturi: il gruppo non c’è ancora e Iccrea come banca autonoma non potrebbe andare molto oltre a un contributo pro-quota. L’interesse futuro, però, per possibili sinergie sul territorio evidentemente c’è.

Laura Serafini

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