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Gruppo Espresso, utile trimestrale nonostante la crisi del settore

In utile, nonostante la crisi. Il Gruppo L’Espresso ha chiuso il primo trimestre 2013 con un risultato netto di 2 milioni, un indebitamento in calo (passato a 83,5 milioni dai 108,1 di fine 2012) e una contrazione dei ricavi dell’11,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (da 206,5 a 182,1 milioni). Monica Mondardini, amministratore delegato del gruppo, presentando i dati nel corso dell’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio 2012, ha messo in evidenza come i risultati siano rimasti «positivi» nonostante il protrarsi di una crisi di mercato che ha «piegato» l’editoria. Il settore «da cinque anni sta subendo evoluzioni negative che hanno assunto particolare intensità nel 2009 e poi nuovamente alla fine del 2011. Considerando gli otto gruppi editoriali italiani quotati – ha precisato Mondardini – il 2012 ha visto, nel complesso, un fatturato in calo del 10 per cento, una redditività operativa lorda praticamente nulla e un risultato netto negativo per 760 milioni di euro su un fatturato di 5 miliardi. Di questi otto gruppi solo due hanno registrato un utile, uno di essi è il Gruppo Espresso» (l’altro è il Gruppo Cairo, ndr).
Di dati di bilancio risulta che Repubblica si è riconfermato primo quotidiano per vendite in edicola e per numero di lettori medi giornalieri (3 milioni), l’Espresso è al primo posto fra i newsmagazine, Repubblica. it è il primo sito per l’informazione. «Sul digitale – ha detto l’a.d. – il Gruppo è primo in Italia, ma anche rilevante nel quadro internazionale». I risultati sono stati ottenuti nonostante una crisi economica «drammatica», ha ricordato il presidente del Gruppo, Carlo De Benedetti: «Siamo caduti nella trappola dell’impoverimento e non ci sono segnali di ripresa per il 2013 o il 2014». Per il futuro del gruppo editoriale, ha però precisato di restare «fiducioso»: «Guardo ai risultati, abissalmente diversi da quelli dei concorrenti. L’informazione cambia, ma ci stiamo mostrando adeguati».
L’assemblea ha dato il via libera ad un bilancio 2012 in attivo per 21,8 milioni (60,6 nel 2011) decidendo di non distribuire dividendi e di destinare l’utile di esercizio alla riserva utili a nuovo (la riserva legale ha già raggiunto il 20 per cento del capitale sociale). Ad incidere sul ridimensionamento dei saldi è stata, in particolare, la flessione dei ricavi pubblicitari, pur ridotta per il Gruppo se confrontata al mercato (meno 10,9 per cento rispetto al meno 14,3). Molto positiva è stata invece la pubblicità su Internet (più 14 per cento rispetto ad una crescita di mercato ferma al 5,3). Dai dati emerge quindi lo sviluppo dell’area digitale, «ma sul piano economico il digitale non compensa le perdita sulla carta», ha precisato Mondardini. «Serve una gestione innovativa del cambiamento ». De Benedetti ha annunciato che entro la fine dell’anno saranno offerti a pagamento contenuti aggiuntivi a Repubblica.it (che resterà ad accesso gratuito) sul modello di una forma di abbonamento «meter».

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