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Gruppo Cir, ricavi in crescita del 12% perdita di 33 milioni dopo le svalutazioni

MILANO — In un contesto generale di rallentamento dell’economia globale e di profonda recessione in Italia il gruppo Cir ha chiuso il 2012 con ricavi consolidati in crescita di quasi il 12% (11,9% per l’esattezza, a quota 5,06 miliardi rispetto ai 4,5 miliardi 2011). Il margine operativo lordo, pur attestandosi a 308,1 milioni, ha registrato invece una flessione del 34,3% rispetto al 2011 mentre l’ultima riga del bilancio consolidato segna una perdita netta pari a 33,1 milioni contro un utile di 9,7 milioni dell’anno prima. Al contrario, è in crescita l’utile netto della capogruppo Cir spa, a 7,9 milioni (0,3 milioni nel 2011) mentre l’eccedenza finanziaria netta aggregata si è attestata a 33,2 milioni (20,3 milioni al 30 settembre 2012).
Il risultato netto di gruppo, nonostante l’utile conseguito da 3 delle 4 principali controllate operative della Cir (Espresso, Sogefi e Kos) è stato negativo per effetto della perdita riportata da Sorgenia (in rosso per 196,8 milioni di euro) dovuta soprattutto a svalutazioni di attività (nelle rinnovabili e nel termoelettrico) analogamente a quanto è stato fatto da molte altre utility a causa della negativa congiuntura economica e dei mutati contesti regolatori. Anche Cofide, azionista di controllo Cir, ha chiuso con una perdita netta consolidata di 57,6 milioni a causa della svalutazione di avviamenti e del contributo negativo della controllata. Il cda proporrà all’assemblea di non distribuire dividendi.
Tornando alla Cir, il cda riunito sotto la presidenza di Stefano Micossi ha approvato il progetto di bilancio e proporrà all’assemblea di non distribuire dividendi. Inoltre, su iniziativa dell’amministratore delegato Rodolfo De Benedetti, proporrà la riduzione di oltre il 50% del valore del piano di incentivazione per il top management e i dirigenti. «Il risultato netto è stato condizionato da oneri non ricorrenti», ha detto De Benedetti, ricordando il contesto economico di grande difficoltà in cui operano alcuni dei settori in cui è attivo il gruppo, «in primo luogo l’energia e poi i media». Tuttavia, ha ricordato ancora, «tutte le nostre aziende continuano ad avere un buon posizionamento competitivo, in molti casi superiore rispetto a quello dei concorrenti, soprattutto Sogefi, che sta proseguendo l’espansione internazionale, ed Espresso, nonostante la grave crisi dell’editoria». Pur nel difficile contesto attuale, ha aggiunto, «continuiamo ad avere fiducia nella capacità del gruppo di poter generare valore nel medio lungo periodo».
L’andamento di Cir nel 2013, spiega una nota, sarà influenzato dall’evoluzione del contesto macro, in particolare dall’andamento dell’economia italiana, caratterizzata da una perdurante recessione la cui intensità non è al momento prevedibile. Tutte le principali controllate operative del gruppo proseguiranno le azioni di efficienza gestionale senza tuttavia rinunciare alle iniziative di sviluppo. L’impatto della perdita di Sorgenia sul risultato di Cir è stato negativo per 70,3 milioni e non include la svalutazione nell’attività rinnovabili in quanto il test di impairment effettuato sul valore complessivo di Sorgenia (come “cash generating unit”) nel consolidato di gruppo è stato positivo. L’indebitamento finanziario netto del gruppo a fine 2012 ammontava a 2.504 milioni rispetto ai 2.335,1 milioni al 31 dicembre 2011.

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