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Groupon sotto inchiesta Sec dopo la revisione dei conti

di Marco Valsania

NEW YORK
La Securities and Exchange Commission ha deciso di vederci chiaro nei conti di Groupon. Le autorità federali hanno avviato un'indagine, per il momento ancora informale, dopo che l'azienda leader nei coupon online è stata costretta a un'improvvisa revisione del bilancio, il primo che aveva presentato da società quotata. La revisione ha nettamente peggiorato i conti del quarto trimestre 2011: anziché 37 milioni Groupon ha perso 59,6 milioni, mentre il fatturato è stato limato di 14,3 milioni.
Il titolo, che ieri ha oscillato nervosamente, aveva già perso nella seduta di lunedì il 17% alla notizia della revisione e il suo andamento rispecchia il rischio di una crisi di fiducia in una società nata solo 4 anni or sono: attorno a 15 dollari è nettamente al di sotto del prezzo del collocamento a Wall Street, avvenuto lo scorso novembre a 20 dollari, e dimezzato rispetto a un picco di 31 dollari.
La società di Chicago – uno degli sbarchi in Borsa più attesi della nuova generazione di protagonisti di Internet e social media prima dell'arrivo sul mercato di Facebook forse il mese prossimo – vanta ancora una market cap di quasi 10 miliardi di dollari e un giro d'affari cresciuto a 1,62 miliardi nel 2011 da soli 14,5 milioni nel 2009. Ma è ormai da mesi perseguitata da incertezze sulle sue finanze e sul modello di business, sulla capacità di tenere testa alla crescente concorrenza e di gestire una rapida espansone globale, tutti nodi adesso resi evidenti dal nuovo passo falso.
La correzione dei conti è stata provocata dalla scoperta che i vertici dell'azienda non avevano tenuto a riserva sufficienti capitali per coprire risarcimenti ai clienti. Un errore che ha scatenato polemiche anche su uno degli ultimi executive giunti al gruppo, il direttore finanziario Jason Childs prelevato da Amazon proprio per rafforzare i ranghi dirigenziali guidati dall'ad Andrew Mason. A partire da febbraio l'ufficio contabile di Groupon ha notato che molti consumatori restituivano i coupon acquistati senza che ci fossero fondi sufficienti per i promessi risarcimenti (la cosiddetta “Groupon Promise”). La società ha ammesso pubblicamente che la vicenda «rivela debolezze nei controlli interni». La prossima mossa dovrà essere quella di risanare una reputazione danneggiata: sui blog di Internet è diventata bersaglio di accuse di gravi carenze di corporate governance. Anche perché non è stato il primo incidente sui numeri: prima ancora del collocamento aveva presentato due revisioni di bilancio e delle pratiche contabili.

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