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Groupama: «Restiamo in Mediobanca»

L’Italia è sempre più importante per Groupama che mantiene la sua posizione in Mediobanca e torna all’utile nella penisola. La compagnia mutualistica francese ha presentato ieri i suoi conti del 2012 che mostrano una ritrovata forza patrimoniale (un solvency ratio del 178% rispetto al 107 dell’anno precedente) ed un “rosso” di 589 milioni (-1.762 milioni nel 2011) interamente causato dalla pulizia del proprio portafoglio d’investimenti. La campagna di dismissioni, necessaria per migliorare i suoi ratios patrimoniali, non avrà ripercussioni in Italia e neppure nella principale partecipazione detenuta nella penisola, il 4,93% nel capitale di Mediobanca.
«Le cessioni sono giunte al termine – sottolinea in questa intervista Christophe Buso, amministratore delegato di Groupama Assicurazioni –, non abbiamo intenzione di uscire nel breve termine da Mediobanca, è una partecipazione importante e abbiamo fiducia nel management. Il mantenimento della nostra quota è peraltro coerente con l’importanza che il business italiano ha raggiunto nel nostro gruppo. Viene, per dimensione, subito dopo quello francese ed i premi nella penisola (1.6 miliardi nel 2012) rappresentano il 60% di quelli raccolti da Groupama al di fuori della madrepatria».
I conti dell’Italia
Quanto all’andamento dell’ultimo esercizio la filiale italiana del gruppo francese ha realizzato un utile di 45,6 milioni, rispetto alla perdita di 51 milioni registrata nel precedente esercizio. «Sono particolarmente soddisfatto dei risultati raggiunti, superiori alle aspettative. Il conto economico è stato peraltro influenzato per una ventina di milioni – aggiunge Buso – dalla vendita di tutti i bond ellenici che avevamo in portafoglio (per 300 milioni), già svalutati in precedenza». In una raccolta stabile nei danni e in riduzione dell’8% nel comparto vita («un calo inferiore a quello del mercato») l’amministratore di Groupama Italia ha soprattutto rimarcato la ritrovata redditività della gestione operativa. Il combined ratio della Rc auto è sceso dal 100,8% del del 2010 all’87,5% dello scorso esercizio. Nel mercato delle polizze vita «siamo cresciuti sui prodotti ad alta redditività (+50% nelle polizze di protezione)».
Tutto questo non è avvenuto a scapito delle riserve che sono invece state rafforzate. E la cui sostanziale tenuta è stata attestata – tiene ancora a sottolineare l’amministratore delegato – anche da un’ispezione dell’Ivass (il regulator assicurativo) svoltasi nei mesi scorsi. In generale «siamo riusciti a coniugare la redditività con la crescita del portafoglio ad un ritmo più elevato rispetto a quello del mercato». È anche l’effetto di una rete distributiva più capillare (100 nuove agenzie) soprattutto nel nord Italia. Ed ora il gruppo è pronto ad affrontate un anno «non facile», per l’intero mercato assicurativo.
Le previsioni sul 2013
«La crisi economica farà sentire i suoi effetti anche sui rami danni oltre che nel mercato delle polizze vita». Ma la compagnia, aggiunge, «è pronta ad affrontare con fiducia il nuovo scenario. Ci concentreremo in particolare sul miglioramento dei servizi per i nostri clienti puntando sulla leva dell’innovazione». Già ad aprile Groupama assicurazioni presenterà un nuovo modello di “scatola nera” per la Rc auto con il quale intende trasferire nella penisola l’esperienza accumulata in Francia dov’è leader di mercato in questo segmento.
Tornando al bilancio consolidato del gruppo, la cura dimagrante per rafforzare il patrimonio è stata particolarmente incisiva. Groupama è del tutto uscita dal rischio Grecia ed ha ridotto la sua esposizione ai prestiti subordinati ed al debito delle banche spagnole.
La quota di azioni nel suo portafoglio d’investimenti è scesa in un anno dal 12,8 al 10,1 per cento (all’8,5% al netto delle coperture). Di quasi due punti (dall’8,1 al 6,4%) si è ridotta anche la percentuale di investimenti immobiliari.

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