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Groupama non si ferma, Fonsai vola

di Sergio Bocconi

MILANO — Groupama va avanti. Ieri il consiglio del gruppo francese si è riunito a Parigi e ha dato mandato al numero uno Jean Azéma perché esplori le possibili soluzioni finalizzate a un nuovo accordo con i Ligresti, dopo l’alt della Consob che ha stabilito l’obbligo di Opa su Premafin e Fonsai. Il vecchio patto, sottoscritto il 29 ottobre e poi modificato, verrebbe quindi forse annullato e sostituito, se possibile, con un nuovo. Salvatore Ligresti, uscendo dai suoi uffici ieri in serata, non ha fatto alcun commento. Nel frattempo la Borsa «esplora» un tema al giorno: dopo aver puntato sull’Opa di Groupama, ieri ha diretto gli acquisti in particolare sulla Milano assicurazioni, controllata da Fonsai con il 60%, scommettendo sulla vendita: il titolo ha fatto un balzo del 9,5%, mentre Fondiaria Sai ha chiuso con un rialzo del 6,5%tra scambi pari al 6%del capitale e la holding Premafin ha guadagnato il 4,03%. Standard and Poor’s ha però abbassato i rating sulle società e mantenuto il creditwatch negativo. Secondo l'agenzia, la risposta di Consob al quesito posto da Groupama, «potrebbe alimentare incertezze sulla realizzazione dell’aumento di capitale della controllante Premafin e di conseguenza di Fondiaria-Sai» , aumenti fissati rispettivamente fino a 250 milioni e fino a 460. Opzioni alternative in caso di ritirata di Groupama sono certo allo studio. Ma, per il momento, i francesi non sembrano intenzionati a uscire dalla partita. Dopo l’incontro-lampo che si è tenuto martedì a Milano fra Azéma, Salvatore Ligresti e i figli Jonella, Giulia e Paolo, ieri il board transalpino ha esaminato il parere dell’authority italiana e, si legge in una nota diffusa da Parigi, «ha dato mandato alla direzione generale di studiare le opzioni possibili per la negoziazione di un nuovo accordo con la famiglia Ligresti che risponda ai limiti posti da Consob» . La commissione guidata da Giuseppe Vegas ha detto che l’operazione presentata determinerebbe «una modifica rilevante degli assetti di controllo di Premafin» e, «posto che più soggetti agenti di concerto» (i Ligresti e Groupama) «verrebbero a detenere oltre il 30%» della holding, scatterebbe l’obbligo di Opa. In particolare i francesi, che in occasione dell’aumento di capitale entrerebbero in Premafin con il 17%mentre i Ligresti scenderebbero al 34%, sarebbero di fatto il primo socio singolo della holding, con un’influenza rafforzata fra l’altro dalla clausola di lock-up che impegna l’ingegnere a non fare cessioni per due anni e poi a consultarsi con i francesi. In attesa dunque che venga presentato un nuovo accordo, altre soluzioni resterebbero allo studio. In particolare il mercato si aspetta, in caso di dietrofront di Azéma, l’intervento di Unicredit, fra i principali finanziatori del gruppo Ligresti. Che tipo di operazione si potrebbe profilare? Difficile dirlo. Forse una non troppo dissimile, ma senza clausole di lock up, a quella prospettata da Groupama. In questo caso è però possibile si tratti di un intervento limitato nel tempo.

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