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Grilli: “Non servono nè altre manovre nè l’attivazione dello scudo anti-spread”

Le stime dell’Istat non rimettono in discussione gli obiettivi del governo e non richiedono una manovra aggiuntiva: Vittorio Grilli è categorico nell’escludere nuovi sacrifici in base all’andamento della congiuntura. Secondo il ministro dell’Economia, l’Italia può andare avanti per la sua strada e per il momento non ha bisogno di ricorrere allo scudo europeo. Al termine di un colloquio con il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici, Grilli ribadisce la posizione del governo e insieme al suo collega transalpino insiste sui due pilastri che devono consentire all’eurozona di uscire dalla crisi: integrazione e stabilità. All’interno di questa logica, dice Moscovici, l’uscita della Grecia dalla moneta comune «non è un’opzione», anche se Atene deve rispettare gli impegni: ieri la Troika (Commissione, Bce, Fmi) avrebbe chiesto a Samaras di presentare entro il 14 le nuove misure di rigore. I mercati, dal canto loro, hanno vissuto una giornata tranquilla: Milano ha ceduto lo 0,11%, le altre piazze europee hanno registrato lievi flessioni. Lo spread è risalito a 363 punti, 9 in più rispetto a venerdì, mentre la Germania ha visto ancora calare i suoi tassi a sei mesi, già negativi il mese scorso.
Passata, come si spera, la fase più acuta della crisi del debito, Roma e Parigi guardano alle prossime tappe e alla messa in atto delle decisioni prese dal consiglio europeo di fine giugno. Moscovici e Grilli (che ha incontrato anche Jean-Claude Juncker a Lussemburgo) pensano siano state gettate lebasiindispensabili: laprospettiva dell’unione bancaria, da un lato, e le azioni di stabilizzazione promesse dalla Bce, dall’altro, sono in grado di assicurare il consolidamento dell’Eurozona. Dal canto loro, Francia e Italia andranno avanti sulla strada del risanamento dei conti pubblici e delle riforme. Le proposte della Commissione per l’unione bancaria, ha precisato Moscovici, «vanno nella buona direzione». I due paesi sono in sintonia, ha assicurato Grilli: «L’integrità dell’unione monetaria è un valore imprescindibile e sarà preservato attraverso una continua azione a livello europeo, che si aggiunge all’azione
condotta nei singoli paesi, Italia compresa, attraverso il consolidamento e la disciplina di bilancio e le riforme strutturali». In questo contesto, ha aggiunto, l’Italia non ha bisogno di nuove manovre e nemmeno di far ricorso all’aiuto della Bce per ridurre lo spread. Quanto agli altri Paesi (cioè la Spagna), Roma e Parigi preferiscono non pronunciarsi, lasciando a ogni capitale il compito di assumersi le sue responsabilità. In ogni caso, all’eurogruppo di venerdì a Nicosia, hanno detto fonti europee, non si parlerà dell’Italia («le misure prese vanno nella buona direzione») e non è prevista nessuna richiesta da parte di Madrid. Grilli si è ben guardato dall’entrare nel merito della
manovra francese e di giudicare la patrimoniale transalpina: «Visto che non abbiamo intenzione di introdurre nuove misure, questa non è la sede per commentare ». Quanto a noi, i dati dell’Istat non cambiano niente: «Abbiamo visto i dati sul Pil. Speriamo che il prossimo trimestre sia migliore», ha detto Grilli. Secondo il ministro, i dati dell’istituto riflettono «il rallentamento globale dell’economia. Entro il 20 settembre avremo sicuramente la possibilità di rivedere le nostre stime». Ma la revisione delle previsioni di crescita, ha ripetuto, non comprometterà il raggiungimento degli «obiettivi strutturali».

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