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Green pass a scuola, ok privacy

Via libera della Privacy ai nuovi controlli sul green pass a scuola. L’app VerificaC19, da poco inaugurata, resterà ma con una funzione residuale. Con l’avvio delle lezioni lascerà il posto a un sistema informatizzato che, utilizzando la banca data del ministero dell’istruzione in combinazione con il sistema di certificazione della Salute, consentirà quotidianamente al personale di segreteria di ogni scuola di verificare, prima dell’inizio del servizio, lo stato di ogni dipendente, circa un milione i lavoratori, tra docenti, bidelli, segretari e dirigenti: se verde, e dunque in regola, oppure rosso, e dunque da regolarizzare. Il sistema, anticipato ieri da ItaliaOggi, è disciplinato dal dpcm, in corso di approvazione, concernente «Misure recanti modifiche e integrazioni alle disposizioni attuative dell’articolo 9, comma 10, del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52». Il nuovo decreto si è resto necessario dopo le critiche avanzate dallo stesso garante della privacy, in merito alle possibili violazioni della riservatezza dei dati sanitari, e dei presidi, che hanno lamentato la farraginosità di un controllo quotidiano in ingresso di tutti i dipendenti via app. Nelle interlocuzioni con il garante, Pasquale Stanzione, è stato chiarito che però in assenza di un obbligo vaccinale non era possibile tenere un registro con l’annotazione del green pass e della sua scadenza. Insomma, un elenco di chi può entrare a scuola e fino a che data non si può fare. I controlli sul possesso del green pass devono essere quotidiani. I soggetti tenuti ai controlli, su delega del preside, e per i presidi su delega del direttore scolastico regionale, prevede il dpcm, potranno accedere in modo selettivo ai soli dati del personale in servizio presso le istituzioni scolastiche di propria competenza; le operazioni di verifica del possesso delle certificazioni verdi Covid-19 saranno registrate in apposti log, conservati per 12 mesi. Non sarà possibile sapere se il semaforo verde o rosso sono da imputare a vaccinazione, tampone o malattia. L’addetto ai controlli dovrà invece registrare il numero di giorni di irregolarità: dopo 5 giorni di rosso, considerati assenza non giustificata, scatterà la sospensione dal servizio. Il garante ha raccomandato, nel suo parere, nell’ambito della valutazione di impatto sulla protezione dei dati, di avere «particolare attenzione alle possibili conseguenze discriminatorie, anche indirette, nel contesto lavorativo». Onde evitare che chi dovesse aver manifestato l’intenzione di non vaccinarsi, ricorrendo al sistema dei tamponi ogni due giorni, possa essere per questo destinatario di modalità organizzative o di assegnazioni alle classi che deroghino ai canoni classici. I nuovi controlli si applicheranno al personale scolastico del sistema nazionale statale. Restano fuori le università, dove il possesso del green pass è richiesto dal decreto legge non solo ai docenti ma anche agli studenti.

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