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Green pass a durata variabile

Green pass fin dalla prima dose di vaccino. E a durata variabile: nove mesi in caso di vaccinazione, sei mesi in caso di guarigione dal Covid, 48 ore dal test in caso di tampone molecolare negativo. La certificazione verde che consentirà di viaggiare senza limitazioni in Italia e all’estero e di prendere parte alle feste legate a cerimonie civili e religiose, potrà essere utilizzata sin dalla prima dose di vaccino. Sarà valida dal quindicesimo giorno successivo alla prima dose e fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale. Da quel momento avrà validità di nove mesi (e non più di sei mesi come originariamente previsto dal decreto legge Riaperture approvato a fine aprile).

Sul testo del dl 52/2021, così come modificato in commissione alla Camera, ieri l’aula di Montecitorio ha votato la fiducia al governo Draghi con 466 sì e 47 voti contrari). Il testo ha assorbito al suo interno il dl Riaperture di maggio (dl 65) e il dl Proroghe (dl 56) che dunque saranno abrogati dalla definitiva conversione in legge del dl 52. Per uniformare la disciplina dello smart working semplificato (senza preventivo accordo col lavoratore), prorogato fino a fine anno per il pubblico impiego dal decreto legge 56, il dl Riaperture estende fino al 31 dicembre il lavoro agile anche per i lavoratori del settore privato. Ma le novità più rilevanti riguardano la certificazione verde. Vediamole.

Il pass per vaccino

Il green pass per avvenuta vaccinazione al Covid sarà rilasciato automaticamente (e non più su richiesta) al cittadino vaccinato in formato cartaceo o digitale dalla struttura sanitaria o dall’operatore che effettua la vaccinazione. Il green pass sarà anche disponibile sul fascicolo sanitario elettronico. Come detto, avrà una validità di nove mesi ma, se in tale periodo il titolare verrà riscontrato positivo al Covid, cesserà di essere valido.

Il pass per guarigione

Il green pass per guarigione dal Covid avrà validità di sei mesi dall’avvenuta guarigione. Sarà rilasciato, questa volta su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale dalla struttura presso cui è avvenuto il ricovero del paziente affetto da Covid o, qualora il ricovero non sia stato necessario, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, nonché dai dipartimenti di prevenzione delle Asl territorialmente competenti. Anche in questo caso, se nel periodo di validità, il titolare del certificato verrà riscontrato positivo al Covid, il pass cesserà di essere valido.

Il pass per tampone

La certificazione verde da tampone negativo avrà validità di 48 ore dall’esecuzione del test e sarà rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, private accreditate, dalle farmacie, dai medici di base e dai pediatri di libera scelta. Un’altra significativa modifica introdotta in fase di conversione del decreto consente all’interessato di chiedere una nuova certificazione verde se i dati personali riportati nel pass non sono esatti o aggiornati o se la certificazione è stata smarrita. I dati e le informazioni contenuti nel green pass dovranno essere riportati in formato leggibile in italiano e in inglese.

Le novità introdotte alla Camera

Tra le altre novità introdotte dagli emendamenti parlamentari va segnalata la possibilità per le persone ospitate presso strutture di lungodegenza, Rsa, hospice, strutture riabilitative e residenziali per anziani, di uscire temporaneamente, a condizione che siano munite di green pass. Dalla conversione in legge del decreto Riaperture, gli accompagnatori dei pazienti non affetti da Covid, che siano muniti di green pass, nonché gli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di grave disabilità, potranno sostare nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso. Agli accompagnatori dei pazienti con disabilità grave sarà sempre consentito prestare assistenza, anche nei reparti di degenza, nel rispetto delle indicazioni del direttore sanitario della struttura.

Cosa riapre dal 15 giugno

Dopo aver disposto la riapertura (in zona gialla) dei centri commerciali nel weekend e degli impianti nei comprensori sciistici a partire dal 22 maggio, il dl 52 così come modificato da Montecitorio, consente ai ristoranti di offrire il servizio al tavolo al chiuso fino allo scoccare del coprifuoco (e non fino alle 18 come previsto nel testo originario). Le fiere anticiperanno le riaperture al 15 giugno ma potranno svolgere le attività preparatorie che non prevedono l’afflusso di pubblico. Dal 15 giugno il via libera alle cerimonie nuziali al chiuso riguarderà anche le cerimonie organizzate tramite servizi di catering e banqueting. Sempre dal 15 giugno assieme ai parchi tematici e di divertimento, potranno aprire i parchi giochi e le ludoteche. E potranno riprendere anche gli spettacoli viaggianti.

Cosa riapre dal 1° luglio

Dal 1° luglio riprendono i corsi di formazione pubblici e privati nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Dal 1° luglio riapriranno anche le piscine e i centri nuoto al coperto, i centri benessere e i centri termali. Sempre dalla stessa data ricominceranno le attività dei centri culturali, dei centri sociali e ricreativi e dei circoli associativi del Terzo settore, così come le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente.

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