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Greco: “Già raggiunti gli obiettivi 2015” Generali cancella il tetto ai dividendi

Nel terzo appuntamento con la comunità finanziaria londinese l’ad di Generali Mario Greco comunica con una punta di orgoglio di aver raggiunto un anno in anticipo gli obbiettivi indicati. «Due anni fa in questa sala alcuni di voi ci diedero dei visionari. Ora ci prendiamo tempo fino a maggio 2015 per definire la nuova strategia, che si baserà sulla crescita organica senza acquisizioni ». I numeri che snocciola il direttore finanziario Alberto Minali sono particolarmente buoni: il ritorno sul capitale si avvia a raggiungere il13%, i risparmi sui costi sono già a quota 750 milioni e si punta al miliardo, il Solvency ratio è volato quasi al 170% e la compagnia a fine anno genererà 2 miliardi di free cash flow. Tutto ciò porta il management ad annunciare un aumento del dividendo che per il 2014 verrà attinto da una liquidità disponibile che potrebbe arrivare a 1,4 miliardi: «Il dividendo 2014 sarà deciso in base alla cassa generata, nel 2013 a disposizione vi erano 1,2 miliardi di cui 750 milioni sono stati restituiti agli azionisti».

Il mercato italiano, nonostante il Pil stagnante, ha dato le maggiori soddisfazioni a Generali nel 2014. Per disembrano fendersi dalla crisi molte famiglie hanno sottoscritto polizze vita che hanno spinto la raccolta premi del ramo su del 31% nei primi nove mesi, fino a 11,8 milioni. Ma anche nell’Rc Auto, in contrazione, Generali è riuscita a battere il mercato grazie all’introduzione di prodotti che prevedono l’installazione della scatola nera, fattore che permette di profilare i clienti in base alle abitudini di guida. L’unico cruccio, al momento, riguarda l’andamento del titolo in Borsa che nel corso del 2014 è rimasto stagnante. Colpa in parte del collocamento di azioni da parte della Cdp che ha tenuto sotto pressione le quotazioni del Leone nella prima parte dell’anno. Con una capitalizzazione di 26 miliardi gli analisti stimano che nel 2015 Generali raggiunga il traguardo dei 2,5 miliardi di utile netto, cioè un rapporto prezzo utili di circa 10. Il multiplo di Allianz è un po’ più alto ma forse perché ha appena annunciato un mega dividendo. «Ora siamo sottovalutati rispetto ai concorrenti», ha detto Greco. In ogni caso, a questi valori e con50 miliardi di titoli di stato italiani in pancia, non esserci pericoli di scalata su Generali, nonostante la pattuglia di azionisti italiani si stia riducendo. Mediobanca scenderà dal 13,5 al 10% alla fine del 2015 e con De Agostini, Del Vecchio e Caltagirone resterà sotto al 20%. Un dato che ha spinto qualche azionista a pensare alle loyalty shares, le azioni a voto multiplo che permettono di mantenere il controllo. «Ne discuterà la prossima assemblea, non è un argomento all’ordine del giorno», taglia corto Greco. Il quale, dopo aver mandato in soffitta i patti di sindacato, rischia una nuova blindatura che certo non farebbe bene all’andamento del titolo.

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