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Grecia, verso un altro taglio al debito

Il futuro della Grecia continua a rimanere drammaticamente incerto dopo che nella notte tra martedì e mercoledì l’Eurogruppo non è riuscito a trovare una intesa su un nuovo pacchetto di aiuti al paese mediterraneo. Le trattative sono state sospese alle 4 del mattino e riprenderanno lunedì prossimo. Ieri la Germania ha lanciato segnali rassicuranti sulla possibilità di un accordo, anche se il nodo principale riguarda la riduzione del debito.
«Ci sono possibilità di trovare un’intesa lunedì», ha affermato ieri il cancelliere Angela Merkel parlando al Bundestag a Berlino. «Siamo alle prese con un processo. Ciò che non è stato risolto per anni e per decenni non può essere risolto in una notte. Ecco perché dobbiamo procedere passo passo». L’Eurogruppo è tendenzialmente d’accordo per dare alla Grecia due anni in più, dal 2014 al 2016, per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica fissati dai creditori internazionali.
Nel frattempo, anche per finanziare il buco di bilancio che si viene a creare per questo motivo, i ministri hanno deciso di ridurre il debito greco, oggi al 160% del prodotto interno lordo. Il modo di ridurre il passivo è stato l’argomento delle trattative durate oltre 11 ore nella notte tra martedì e mercoledì. Alla vigilia della riunione, vale a dire lunedì, si era svolto a Parigi un incontro tra i ministri delle Finanze di Germania, Francia, Italia e Spagna (si veda Il Sole/24 Ore di ieri).
In quella occasione la Germania aveva aperto la porta a un atteggiamento più flessibile sui modi in cui ridurre il debito. Secondo alcuni partecipanti, avrebbe parlato di una moratoria sui tassi d’interesse dei prestiti alla Grecia e addirittura della possibilità di intaccare il capitale, non da subito ma nel 2014 o oltre, a condizione che la Grecia continui a risanare i conti pubblici e a riformare la propria economia. Secondo alcuni diplomatici, la posizione tedesca martedì all’Eurogruppo è stata più rigida.
«C’è stata una evidente marcia indietro», ammetteva ieri un diplomatico europeo. L’irrigidimento ha complicato la ricerca di un accordo. Per ore i ministri hanno discusso di varie opzioni per ridurre il debito, ormai prevalentemente in mani pubbliche: riduzione dei tassi d’interesse sulle linee di credito, buy-back (riacquisto) dei titoli greci sul mercato secondario, allungamento delle scadenze obbligazionarie e anche una eventuale moratoria sul pagamento degli interessi.
Senza manovre straordinarie, secondo stime ufficiali circolate ieri a Bruxelles, il debito sarebbe nel 2020 al 144% del Pil, un livello che l’Eurogruppo e soprattutto il Fondo monetario internazionale non considerano sostenibile (economisti di Barclays Capital ritengono peraltro che queste cifre siano ottimistiche). Mancano all’appello circa 50 miliardi di euro. Da mesi ormai l’Fmi insiste su un’operazione ambiziosa di riduzione del debito, ma c’è incertezza sul modo di procedere.
C’è da chiedersi perché Berlino ha irrigidito la sua posizione negoziale martedì, rispetto a lunedì. È possibile che la presenza intorno al tavolo di alcuni paesi alleati – come la Finlandia o l’Olanda – abbia modificato gli equilibri. È anche possibile che il governo, incerto sul modo in cui il Bundestag valuterà una ristrutturazione del debito, ha voluto drammatizzare la situazione per convincere la propria opinione pubblica della necessità di trovare un compromesso.
Ieri secondo fonti di stampa, la signora Merkel parlando a un gruppo di deputati ha escluso (per ora?) la possibilità di intaccare il capitale in una ristrutturazione del debito greco. Eppure, il problema in Germania è ormai in agenda. Sempre ieri il leader socialdemocratico Peer Steinbrück ha affermato: «Il buco finanziario della Grecia non può essere risolto» senza un aiuto esterno. «Ci vuole un alleggerimento concreto del debito greco e non un semplice rinvio del servizio del debito greco».
Lo sguardo ormai corre all’Eurogruppo di lunedì prossimo, anche perché dall’accordo sul debito greco dipendono almeno indirettamente un rinvio degli obiettivi di bilancio e soprattutto il versamento di nuovi aiuti per circa 44 miliardi di euro. La durata delle trattative nella notte tra martedì e mercoledì ha dimostrato la volontà di trovare un accordo. I mercati aspettano cautamente, sperando che il pacchetto finale li sorprenda in positivo.

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