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Grecia, ultimatum del Fondo e le Borse tirano il fiato

di Luigi Offeddu

BRUXELLES— Agite in fretta, dice all’Europa il Fondo monetario internazionale, o l’esito della crisi potrà essere «imprevedibile» . Quanto in fretta? Mancano 24 ore al vertice straordinario dei capi di Stato e di governo della zona euro, da cui si attende una parola netta. Eppure quel vertice, frena da Berlino Angela Merkel, «non porterà a una soluzione spettacolare» , come un’intesa sulla ristrutturazione del debito di Atene o sugli eurobond: anche se combattere la crisi del debito «è un compito storico» , e l’Europa «non può essere concepita senza l’euro» . Pillole di realismo, o mezza doccia fredda, proprio mentre i negoziati fra gli «sherpa» , gli esperti del Comitato economico finanziario di Bruxelles, sono entrati nella fase più convulsa. Ma potrebbe anche essere normale pre-tattica, quella della cancelliera che oggi riceverà in un prevertice inatteso a Berlino Nicolas Sarkozy. Anche perché l’Fmi, da pochi giorni sotto il comando di Christine Lagarde dopo l’epoca Strauss-Kahn, insiste nel suonare l’allerta, nel suo rapporto 2011 sulla zona dell’euro: il rischio di un contagio è «alto» , le tensioni legate al debito sovrano «potrebbero estendersi alle economie principali, attraverso il sistema finanziario» con «implicazioni globali» . Perciò «sarebbe molto costoso non solo per l’Eurozona ma per l’economia globale un rinvio nell’affrontare la crisi» . C’è un’altra possibile interpretazione di questo discorso: l’Fmi è stufo di metter mano al portafoglio per questo o quel Paese dell’Eurozona in mancanza di un piano coerente. Il Fondo potrebbe voler ridurre la propria partecipazione a nuovi aiuti. La nuova gestione Lagarde potrebbe aver coinciso con questa correzione di rotta, ma per capire se è così bisognerà aspettare ancora qualche mese, o qualche settimana. Nell’attesa, e in vista del vertice di domani, sui mercati è stata una giornata di cauti riposizionamenti. Borse tutte in ripresa, con Milano e Stoccolma in testa che guadagnano circa il 2%. Euro pure in risalita, verso quota 1,42 nei confronti del dollaro. E tensioni sui titoli di Stato in attenuazione: lo spread, la differenza di rendimento fra i titoli decennali italiani e quelli omologhi tedeschi, è scesa da 330 punti base verso quota 300. Tutti questi segnali influiscono sulle trattative a Bruxelles. Cos ì come l’ultimo «no» di Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, a ogni ipotesi di default più o meno «selettivo» per la Grecia; o le sue parole di incoraggiamento verso l’Italia: «Ho piena fiducia nella sua capacità di rafforzare la sua credibilità» . Tutto entra in gioco, in vista del vertice. Ma il primo nodo da sciogliere è naturalmente quello di Atene. L’ipotesi su cui si starebbe profilando un abbozzo di compromesso è ancora quella del parziale «buy-back» : l’Efsf, il fondo salva-Stati, fornirebbe ad Atene i soldi per ricomprare il proprio debito. E bloccare il contagio.
 

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