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Grecia, servono 400 milioni per pagare pensioni e stipendi

Oggi, a margine del summit dei capi di Stato e di governo dell’Ue sull’immigrazione, è atteso un tentativo in extremis di trovare un accordo per il salvataggio della Grecia. A Bruxelles il premier ellenico Alexis Tsipras si aspetta una mediazione del premier Matteo Renzi e del presidente francese Francois Hollande per cercare di comporre i contrasti con la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha accettato di incontrarlo “faccia a faccia”, ma dal febbraio scorso nega l’estensione dei prestiti se prima non partono le misure di austerità rifiutate dalla Grecia vicina all’insolvenza. 
I negoziati a oltranza del Gruppo di Bruxelles (Commissione europea, Banca centrale europea, Fmi di Washington, Fondo salva Stati dell’Eurozona e governo di Atene) e la riunione degli sherpa dell’Euro working group hanno fatto trapelare che al momento non ci sono aspettative di un accordo all’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari, in programma domani a Riga in Lettonia. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha fatto sapere di andare a Riga «con aspettative molto limitate». L’appuntamento successivo dei 19 ministri finanziari, competenti per sbloccare i 7,2 miliardi di prestiti attesi dalla Grecia, è previsto solo l’11 maggio prossimo. Nell’accordo all’Eurogruppo del 20 febbraio scorso era stata fissata una verifica preliminare a fine aprile, prima di quella finale due mesi dopo. A Berlino dicono di guardare al 30 giugno come unica «data rilevante a livello giuridico».
Varie fonti sostengono che il governo ellenico sarebbe in grado di racimolare i fondi per arrivare fino a giugno. Un aiuto di 2,5 miliardi arriverebbe dai prestiti forzosi imposti agli enti pubblici. Tra 3 e 5 miliardi scaturirebbero da un accordo con il colosso energetico russo Gazprom, come anticipo per il passaggio dalla Grecia del gasdotto Turkish Stream. Anche se il gruppo di Alexei Miller è finito nel mirino dell’Antitrust Ue nel pieno della trattativa con Atene. Altri fondi arriverebbero da società cinesi interessate a concessioni per petrolio e gas. La Bce di Mario Draghi sembra intenzionata a non far mancare la liquidità d’emergenza alle banche greche, semi-prosciugate dalle fughe di capitali verso l’estero e ieri ha alzato a 75,5 miliardi il tetto ai prestiti.
Il governo di Atene rifiuta la richiesta tedesca di tagli alle pensioni e di aumento dell’Iva nelle più frequentate mete turistiche per garantire il pagamento dei debiti ai creditori. «Queste richieste non verranno accettate perché rientrano nella linea rossa del governo», ha comunicato il ministro Nikos Pappas. Tsipras e il responsabile delle Finanze Yanis Varoufakis intendono mantenere le promesse elettorali di aiuti ai poveri, che Merkel non crede possano essere finanziati con il bilancio al tracollo. Il viceministro delle Finanze Dimitris Mardas ha ammesso la necessità urgente di trovare tra 350 e 400 milioni per pagare stipendi e pensioni di aprile.

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