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Grecia, negoziati ai tempi supplementari

I negoziati tra la Grecia e i creditori vanno ai tempi supplementari e tengono i mercati con il fiato sospeso. Il tam tam in arrivo da Bruxelles, dove i tecnici stanno limando le 18 riforme presentate dal governo ellenico a Bce, Ue e Fmi, è contrastato: fonti vicine all’Unione europea hanno ribadito al Wall Street Journal che le parti restano distanti perché le misure sul tavolo sono ancora troppo vaghe. Gli sherpa greci continuano invece a sostenere che sono stati fatti diversi passi avanti. L’ipotesi più ottimistica parla della convocazione di una teleconferenza informale tra gruppi di lavoro mercoledì che getti le basi per un Eurogruppo prepasquale. Il tempo non è una variabile ininfluente: il 9 aprile l’esecutivo Syriza deve rimborsare 470 milioni al Fondo monetario. E senza nuovi finanziamenti in arrivo dai creditori non sarà per niente facile onorare l’impegno. Alexis Tsipras riferirà comunque in Parlamento stasera sullo stato delle trattative.
L’incontro straordinario del Comitato centrale di Syriza e del Consiglio di gabinetto di ieri sera ad Atene si sarebbe così chiuso in modo interlocutorio. Tsipras ha confermato che malgrado i tre miliardi usciti dai conti delle banche da inizio marzo (il totale da dicembre è 28 miliardi) la situazione resta sotto controllo, ribadendo di essere “ottimista” su una rapida soluzione dello stallo con l’ex Troika che consenta di risolvere “l’innegabile problema di liquidità del paese”.
I maggiori punti di attrito con l’ex Troika restano un nuovo taglio alle pensioni (“non supereremo le linee rosse che ci siamo posti, vale a dire basta austerità” avrebbe promesso ieri il presidente del consiglio al vertice del suo partito) e le privatizzazioni. Su questo punto però Atene ha teso qualche ramoscello d’ulivo: andrebbe in porto in tempi strettissimi quella del Pireo – in grado di garantire 500 milioni di entrate – e pure quella dei 14 aeroporti regionali. Operazioni entrambe che garantirebbero interessanti vantaggi geopolitici: in pole position per l’acquisto del porto ci sarebbe la cinese Cosco, già proprietaria di uno dei tre grandi moli merci. La concessione dell’aeroporto andrebbe invece ai tedeschi della Fraport, un altro gesto di buona volontà che consentirebbe di disinnescare un altro po’ la tensione con Berlino, salita prima del bilaterale Tsipras- Merkel ben oltre il livello di guardia.
L’offensiva diplomatica della Grecia, in attesa del verdetto finale sui negoziati di Bruxelles, prosegue su altri due fronti: la Russia e la Svizzera. Due inviati del governo sono stati nei giorni scorsi a Berna per chiedere collaborazione a indagare sui soldi portati dai greci in Svizzera, in particolare i 2mila della lista Lagarde. Tema che è pure al centro delle riforme presentate all’ex Troika. Un capitolo più delicato è quello di Mosca: Tsipras sarà al Cremlino l’8 ottobre, alla vigilia della scadenza della rata del Fondo Monetario. E se per allora non ci sarà un accordo con l’Europa, è sicuro che le sirene russe inizieranno più concretamente a tentare il governo di Atene.
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