Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Grecia messa alle strette Ue: “State perdendo tempo” Si tratterà anche ad Atene

Sono in diciotto contro uno e dopo settimane di manovre eversive il governo di Alexis Tsipras deve accettare le richieste degli europei, che altrimenti lascerebbero scarrocciare Atene verso la bancarotta. Così, sebbene sotto mentite spoglie, la Troika riprende il pallino dei negoziati sul salvataggio dello Stato ellenico. Si parte domani. Gli odiati pulmini dei funzionari di Ue, Bce e Fmi non gireranno più per Atene, si negozierà a Bruxelles per non umiliare Tsipras che in campagna elettorale aveva promesso che i man in black non avrebbero più messo piede in Grecia. «Ma qualche funzionario – fa sapere il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem – andrà comunque ad Atene per confrontarsi con il governo».

Quello che si è tenuto ieri a Bruxelles per molti versi è stato l’Eurogruppo della resa, per quanto indorata da garbati giri di parole, di Tsipras e del suo ministro Varoufakis («siamo rapidi»). Nella capitale belga a negoziare con i ministri europei c’era proprio quest’ultimo, l’uomo che ha minacciato nuove elezioni nel caso di corto circuito con i creditori internazionali (mandandoli in bestia) che da anni, in cambio di riforme e sacrifici, evitano la bancarotta della Grecia a suon di miliardi di prestiti. L’accoglienza riservata al ministro con la giacca di pelle è stata pesantissima. Dijsselbloem ha subito bocciato la lettera con sette riforme inviata venerdì scorso da Atene: «E’ una lista lontana dall’essere completa, stiamo perdendo troppo tempo».
L’estensione del programma di aiuti per 4 mesi in cambio di riforme è stata decisa due settimane fa, ma da allora tutto è rimasto fermo mentre le casse di Atene sono quasi vuote e l’ultima tranche del secondo programma di salvataggio (7,2 miliardi) è vitale perché la Grecia non vada in default. Che significherebbe Grexit e terremoto per l’euro. Mentre Schaeuble picchiava dicendo che Atene «deve realizzare quanto promesso astenendosi da azioni unilaterali non concordate con la Troika» (sì, ha usato l’odiato termine), era chiaro che il nocciolo della questione era l’avvio dei negoziati tecnici tra Grecia e istituzioni per mettere nero su bianco gli impegni ellenici che sbloccherebbero i 7,2 miliardi. Punto sul quale concordavano tutti i ministri finanziari dell’eurozona, mentre i greci pretendono una soluzione politica su misure decise da loro, non imposte. Ma la vera botta è arrivata dagli Usa, con l’amministrazione Obama che per la prima volta non ha difeso la Grecia affermando che ora tocca ad Atene fare di più. A completare il quadro il tonfo della Borsa ellenica (-4,18%).
In questo clima si apre l’Eurogruppo. In sala solo un ministro usa la parola Troika prima di scusarsi con Varoufakis. Ma il risultato è lo stesso: la Grecia accetta di riprendere i negoziati tecnici, che iniziano domani principalmente a Bruxelles. Atene oltre ad assoldare studenti e turisti per smascherare gli evasori si impegna a prendere nuove misure fiscali: incentivi per chi pretenderà la ricevuta, possibilità di rifare le dichiarazioni degli ultimi anni e lotta alle società di intermediazione usate dagli evasori. Varoufakis al termine dei lavori deve abbozzare: «Le visite della Troika nei nostri ministeri sono una cosa del passato, ma dovremo collaborare con le tre istituzioni».
Quando l’ex Troika sarà convinta dalle misure, Ue e Fmi verseranno la nuova tranche di aiuti in attesa, a giugno, di definire un nuovo quadro per completare il salvataggio.
Ieri intanto l’Eurogruppo ha confermato l’ok ai conti italiani. Roma resta osservata sul debito, ma quest’anno viene graziata (non scende ancora) viste le avverse condizioni economiche e l’impegno sulle riforme. Padoan grazie alla Bce, all’euro debole e alle riforme è ottimista sul fatto che dal 2016 l’Italia con più crescita sarà in grado di far scendere il debito rispettando le regole Ue.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa