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Grecia in crisi di liquidità, Ue a consulto

La situazione economica della Grecia appariva ieri particolarmente preoccupante. Alla ricerca disperata di una soluzione alla minacciosa stretta finanziaria nel suo paese, il premier greco Alexis Tsipras stava incontrando ieri in tarda serata qui a Bruxelles i dirigenti di Germania e Francia, così come i presidenti delle istituzioni comunitarie. A ridosso dell’incontro, i partner della Grecia hanno esortato il paese a mettere mano alla situazione economica e a rispettare i suoi impegni.
Stretto tra le richieste dei suoi creditori, impopolari in Grecia, e i rischi sempre più evidenti di una stretta della liquidità, Tsipras vorrebbe spostare il dibattito dal piano tecnico al livello politico. Molti suoi partner temono che dietro al desiderio greco ci sia in fondo un nuovo tentativo di rinviare riforme per modernizzare l’economia del paese. Il momento è delicato: le tensioni degli ultimi giorni non possono escludere incidenti di percorso, come un’uscita accidentale della Grecia dalla zona euro.
Il vice presidente del Consiglio greco, Ioannis Dragasakis, ha ammesso che ci sono «problemi di liquidità». Secondo stime bancarie, questo mercoledì i conti greci hanno subito una fuoriuscita pari a 300 milioni di euro, un record da febbraio. Tra dicembre e gennaio, oltre 16 miliardi di euro hanno lasciato il sistema bancario, sulla scia delle crescenti preoccupazioni della popolazione greca dinanzi a un peggioramento della crisi e a una possibile uscita del paese dalla zona euro.
In febbraio i creditori della Grecia hanno prorogato il memorandum greco fino a giugno, associando nuovi aiuti a nuove riforme economiche, attualmente oggetto di discussioni tecniche. In questa fase la cancelliera Angela Merkel ha accettato l’incontro di ieri per tentare di raffreddare le tensioni. Secondo molti diplomatici, la Grecia sta ricattando i suoi creditori: sa che nessuno vuole l’uscita del paese dall’euro, e tenta quindi di spostare la discussione sul piano politico per strappare concessioni.
Nessuno dei partner di Atene ha espresso ieri particolare comprensione per la situazione greca. «Non vi aspettate alcuna soluzione oggi», ha avvertito la cancelliera prima dell’incontro di ieri, a margine di un vertice europeo di due giorni (nel quale i Ventotto hanno deciso di legare la durata delle sanzioni contro la Russia alla piena applicazione dell’accordo di Minsk, prevista entro la fine 2015). Al tempo stesso, preoccupata dai recenti nervosismi, ha ribadito che «la fine dell’euro sarebbe la fine dell’Europa».
I leader preferirebbero evitare che la questione greca venga risolta dai leader sul piano politico; vogliono invece che venga trattata dai ministri delle Finanze a livello tecnico. Come nelle migliori partite a poker sarà la tempra del giocatore a fare la differenza. Ieri i creditori della Grecia non apparivano disposti a cedere. Mentre il presidente francese François Hollande chiedeva «il rispetto degli impegni» greci, il premier irlandese Enda Kenny notava che «il tempo sta scadendo».
In un contesto di crescente insofferenza per la crisi greca in tutta Europa, i partner di Atene hanno pochi incentivi ad aiutare ulteriormente il paese mediterraneo. Per tutta risposta, Tsipras qui a Bruxelles ha ribadito: «L’Unione europea ha bisogno di iniziative più politiche che rispettino sia la democrazia che i trattati, in modo da lasciarci alle spalle la crisi e rilanciare la crescita». Mentre si parla di possibili controlli valutari, un protagonista del braccio di ferro di questi giorni è la Banca centrale europea.
Secondo esponenti bancari citati da Reuters, l’istituto monetario ha portato a 69,8 miliardi di euro il limite dei prestiti d’emergenza concessi al sistema bancario greco. Le banche greche sono indebitate presso l’Eurosistema per un totale di 104,3 miliardi di euro (il 57% del Pil nazionale). Nel contempo, la Bce sta valutando se imporre limiti agli acquisti di debito pubblico greco da parte delle banche greche. Creditrice di Atene, Francoforte vuole indurre il paese ad attivarsi per ottenere nuovi aiuti dai governi.
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