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Grecia-Europa, si tratta a oltranza Tsipras: sì a un’intesa onorevole

Il premier greco di estrema sinistra Alexis Tsipras ritiene necessaria la ristrutturazione del maxidebito nazionale per poterlo onorare e ha escluso l’aumento dell’imposta Iva. In pratica si è allontanato dalle aspettative della Germania e degli altri Paesi creditori. «Stiamo cercando un compromesso onorevole con i nostri creditori, ma non un accordo incondizionato» ha dichiarato Tsipras intervenendo nel Parlamento di Atene. 
Si è capito così perché le trattative riservate del Gruppo di Bruxelles, composto da Commissione europea, Bce, Fmi, Fondo salva Stati e Grecia, continuano a oltranza dallo scorso weekend senza esito. Le riforme antipovertà proposte da Atene si scontrano con le misure di austerità volute da Berlino. «Stiamo lavorando giorno e notte per trovare un accordo con la Grecia — ha dichiarato il commissario Ue per gli Affari economici, Pierre Moscovici —. Si lavora con buono spirito reciproco, ma non è semplice né facile».
Domani si riuniscono i tecnici che preparano l’Eurogruppo straordinario dei 19 ministri finanziari della zona euro, indispensabile per sbloccare i prestiti ad Atene. Al momento il negoziato a Bruxelles non sembra consentire una convocazione prima di Pasqua o subito dopo. Una accelerazione potrebbe arrivare oggi dalla cancelliera tedesca di centrodestra Angela Merkel e dal presidente socialista francese François Hollande, nell’ambito del consiglio dei ministri congiunto a Berlino. Germania e Francia vorrebbero evitare una rottura, che potrebbe provocare l’uscita di Atene dalla zona euro con conseguenze imprevedibili. «La domanda è se la Grecia può e vuole accogliere le aspettative di tutti noi — ha detto la cancelliera parlando a nome dei Paesi creditori —. Ci possono essere variazioni sulle misure scelte dal governo, ma alla fine il contesto deve essere equivalente». Berlino è disposta a concedere a Tsipras e al suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis di rispettare la promessa elettorale di non applicare più le misure di austerità purché siano sostituite con altre dagli effetti equivalenti. Merkel ha respinto l’accusa di voler assecondare l’orientamento anti-Grecia del suo elettorato tedesco. Ritiene però che le polemiche tra Atene e Berlino vadano raffreddate. Varoufakis ha fatto un passo in questa direzione. In un articolo per il quotidiano tedesco Handesblatt ha scritto che «il tossico balletto delle colpe» tra Germania e Grecia deve «finire» perché il suo governo deve concentrarsi sulle «strategie orientate alla crescita».

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