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Gratuito patrocinio frenato

di Giovanni Negri

Il gratuito patrocinio non copre anche l'attività stragiudiziale. A meno che questa non sia direttamente collegata alla difesa in giudizio. Lo chiarisce la Corte di cassazione con la sentenza n. 24723 della seconda sezione civile depositata ieri. La Corte ha così respinto il ricorso presentato da un legale torinese contro la decisione della Corte d'appello che aveva bollato con l'illegittimità la richiesta di liquidazione delle competenze per l'attività stragiudiziale svolta come difensore di una donna ammessa al patrocinio a spese dello Stato.

Sul punto, i giudici osservano innanzitutto che le disposizioni del decreto 115 del 2002 prevedono che l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato è possibile a favore del cittadino che risulta non abbiente e quando le sue ragioni non risultano manifestamente infondate. Inoltre, l'ammissione è valida per ogni grado di giudizio e per ogni fase del processo. La disciplina del gratuito patrocinio si applica, inoltre, anche all'esecuzione, alla revocazione e all'opposizione di terzo. Tutto un pacchetto di misure che non lascia, a giudizio della Cassazione alcun dubbio sul fatto che il patrocinio a spese dello Stato è previsto esclusivamente per la difesa in giudizio del cittadino senza risorse economiche.

La legge, in questo modo ha voluto dare attuazione all'articolo 24 della Costituzione sul diritto alla difesa tecnica. «Ed invero – sottolinea la sentenza –, l'onere posto a carico dello stato e quindi della collettività intanto è giustificato in quanto sia preordinato a soddisfare l'esigenza di assicurare il ricorso alla tutela giurisdizionale nel caso in cui la pretesa del cittadino non abbiente non risulti manifestamente infondata perché altrimenti si verrebbe a negare il riconoscimento di diritti per l'impossibilità del singolo di accedere alla giurisdizione a causa delle proprie condizioni economiche».

Pensare, come è stato fatto nelle argomentazioni alla base del ricorso, che l'articolo 124 del decreto 115 del 2002 possa corroborare la richiesta di un riconoscimento anche dell'attività stragiudiziale è fuori luogo. È vero che la norma utilizza l'espressione «quando il processo non pende», ma, nella lettura della Cassazione, il riferimento è alla situazione processuale in cui la domanda di accesso all'assistenza a spese dello Stato è presentata prima dell'inizio del giudizio con l'obiettivo di avvalersi del patrocinio per l'azione ancora da intraprendere ma a essa finalizzata.

Come pure non va considerato centrato il riferimento fatto dal ricorso al precedente della Cassazione che avvalorava una qualche forma di riconoscimento dell'attività stragiudiziale. In realtà quella pronuncia va letta nel senso di considerare giudiziali e quindi soggetta a gratuito patrocinio anche tutte quelle attività stragiudiziali che, essendo strettamente dipendenti dal mandato della difesa, vanno considerate strumentali o complementari alle prestazioni giudiziali, cioè «quelle attività che siano svolte in esecuzione di un mandato alle liti conferito per la rappresentanza e la difesa in giudizio (e sulla base di tale presupposto è stato riconosciuto dovuto il compenso per l'assistenza e l'attività svolta dal difensore per la transazione della controversia instaurata dal medesimo)».

Respinta anche la questione di illegitimità costituzionale proposta per l'assenza della copertura.

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