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Grandi opere per 4,4 miliardi affidati a una filiera di 5mila Pmi

Cinquemila imprese. Cinquemila realtà produttive (98% italiane) che dal Brennero alla Sicilia danno il loro contributo alla crescita del Paese. Sono loro la filiera di alcune delle più grandi infrastrutture complesse, che il Gruppo Webuild (la nuova realtà che nasce nel 2020 da Salini Impregilo) sta costruendo oggi in Italia. Cinque progetti di cui Webuild è capofila: da Bicocca-Catenanuova, una tratta della futura linea ferroviaria Palermo-Catania, al Terzo Valico dei Giovi, la linea per treni passeggeri e merci, che potenzierà il collegamento tra il porto di Genova e le principali linee ferroviarie del Nord Italia e del Nord Europa; dal maxi-tunnel ferroviario del Brennero – elemento centrale del collegamento veloce tra Verona e Monaco di Baviera – alla metro M4 di Milano e alla Napoli-Cancello, una sezione della Tav Napoli-Bari.

Infrastrutture in costruzione, che danno lavoro per la precisione a 4.921 imprese, di cui 2.185 fornitori e 2.736 subfornitori, per un valore complessivo di contratti pari a 4,4 miliardi di euro. Un numero, questo, che mostra l’impatto collaterale di una grande opera, quello che va oltre la sua funzionalità e il suo utilizzo per i cittadini e si lega al benessere economico dei territori, allo sviluppo dell’economia nazionale e naturalmente al sostegno della forza lavoro.

Le opere al Nord

L’estremo Nord delle grandi opere in costruzione si vive al confine con l’Austria, nel cantiere dove viene costruito il tunnel di base del Brennero, quello che – una volta completato – diventerà il percorso ferroviario sotterraneo più lungo d’Europa. Nel cantiere del Brennero sono attive 918 imprese (il 97% delle quali con sede in Italia), impegnate nella costruzione di una linea ad alta velocità lunga 55 chilometri, che collegherà l’italiana Fortezza con l’austriaca Innsbruck, attraversando le Alpi. Nel cantiere del sottoattraversamento del fiume Isarco la società Clivio ha messo al servizio due brevetti funzionali al consolidamento del terreno. Prima di ogni scavo, il terreno deve essere consolidato e reso sicuro. Ed ecco che entrano in azione i brevetti della Clivio, che permettono di centrare questo obiettivo riducendo i tempi e aumentando i livelli di sicurezza dei lavoratori.

«Le innovazioni nel cantiere del fiume Isarco – spiega Gianluca Vigna, direttore tecnico e socio della Clivio Srl – servono per gestire il consolidamento in presenza di forti correnti d’acqua, che rischiano di dilavare le miscele cementizie e trasportarle in zone del terreno non interessate dallo scavo». Idee che erano già allo studio da parte dell’azienda e che hanno avuto modo di essere realizzate proprio per supportare il cantiere nella costruzione della galleria di base del Brennero.

Sempre al Nord, tra Liguria e Piemonte, il Gruppo Webuild è impegnato nella costruzione del Terzo Valico dei Giovi, dove sono al lavoro 2.282 imprese, il 99% delle quali italiane. Anche in questo caso è in via di costruzione una linea ad alta velocità lunga 53 chilometri, che servirà a collegare Genova a Milano in circa un’ora. A mettere piede per prima nel cantiere è stata la Drafinsub, società autorizzata dal ministero della Difesa e specializzata nel ritrovamento e nella bonifica di ordigni bellici. «Noi siamo i primi a entrare in cantiere – spiega Davide Napoli, dirigente tecnico della Drafinsub – perché la rilevazione di eventuali ordigni bellici anticipa qualunque altra lavorazione».

Diverso è invece il cantiere della linea M4 di Milano, la nuova metropolitana driverless (senza conducente) che collegherà l’aeroporto di Linate al centro cittadino in soli 15 minuti. Anche qui il Gruppo Webuild è appoggiato dalle eccellenze tecniche della filiera: in tutto 1.181 imprese impegnate nella costruzione di un’opera che non si è mai bloccata neppure nelle settimane durissime del Covid.

Le opere al Sud

La frontiera del Sud è quella dell’alta velocità ferroviaria, che oggi si ferma a Napoli. Un confine invisibile oltre il quale i treni veloci non sono mai arrivati. L’impegno di Webuild e della filiera dei fornitori è quello di oltrepassare questo confine collegando la Puglia e la Sicilia attraverso linee moderne e veloci. Nella tratta Napoli-Cancello della Tav Napoli-Bari sono al lavoro 300 imprese, il 99% delle quali rappresentato da aziende italiane. Tra queste la Fratelli Gentile, incaricata di gestire e trattare i rifiuti che vengono rinvenuti lungo il percorso del cantiere.

Solo nel periodo di lavoro che va dall’aprile del 2019 al dicembre dello stesso anno, i 48 autocarri dispiegati dalla Fratelli Gentile hanno portato a termine 8.210 conferimenti presso impianti terzi finali di smaltimento; hanno raccolto 14 tipologie diverse di rifiuti; hanno messo al lavoro 6 escavatori adibiti al carico e coinvolto stabilmente 60 dipendenti. Un dispiegamento di forze e di persone necessario proprio per rispondere alle esigenze di questo territorio.

Il secondo grande cantiere aperto è invece in Sicilia, sulla linea Bicocca-Catenanuova, una tratta della Catania-Palermo che diventerà a doppio binario. Per rendere il treno più veloce, la Natisone Lavori (uno dei 193 fornitori impegnati nel cantiere) ha messo al servizio un suo brevetto, che permette una velocità di percorrenza dei treni a 80 km/h anche durante l’esecuzione dei lavori sotto il binario (spinta monoliti). Anche in questo progetto, che sta dando lavoro e opportunità di sviluppo alla Sicilia, il capofila è Webuild, sostenuto, al Nord come al Sud, dalla ricca catena della filiera, capace di esprimere il meglio delle imprese italiane nel settore delle costruzioni.

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