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Grandi imprese senza segreti

ambientali, sociali, su diritti umani e lotta alla corruzione sono dati da affiancare obbligatoriamente ai tradizionali documenti aziendali relativi ai valori contabili. Nuovo adempimento da depositare al registro imprese, quindi, a carico degli amministratori con conseguente onere di verifica da parte dell’organo di controllo e relative pesanti sanzioni in caso di inadempimento. È quanto consegue dall’entrata in vigore, dal prossimo 25 gennaio, del decreto legislativo n. 254 di attuazione della direttiva 2014/95/Ue, del 22/10/2014, del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2013/34/Ue (si veda Italia Oggi dell’11/1/2017).

Valenza informativa ed esoneri. La dichiarazione individuale di carattere non finanziario va redatta per assicurare la comprensione dell’attività di impresa, del suo andamento, dei suoi risultati e dell’impatto dalla stessa prodotta. Questa copre i temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva, che sono rilevanti tenuto conto delle attività e delle caratteristiche dell’impresa (si veda ItaliaOggi del 6/10/2016).

Nella dichiarazione possono essere omesse, in casi eccezionali, le informazioni concernenti sviluppi imminenti e operazioni in corso di negoziazione, qualora la loro divulgazione possa compromettere gravemente la posizione commerciale dell’impresa.

Qualora si avvalga di questa facoltà, l’ente di interesse pubblico ne farà menzione nella dichiarazione non finanziaria con esplicito rimando alla norma (art. 3, comma 8, legge 254/16).

L’omissione non è comunque consentita qualora possa pregiudicare una comprensione corretta ed equilibrata dell’andamento dell’impresa, dei suoi risultati, della situazione e degli impatti prodotti dalla sua attività in riferimento ai temi sopra menzionati.

I soggetti obbligati. Gli enti di interesse pubblico, ossia quelli indicati all’art. 16 del dlgs 39/10 come modificato dal dlgs 135/2016 (società italiane emittenti valori mobiliari ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati italiani e dell’Unione europea; banche; imprese di assicurazione di cui all’articolo 1, comma 1, lett. u), del codice delle assicurazioni private; imprese di riassicurazione di cui all’art. 1, comma 1, lett. cc), del cod. assic., con sede legale in Italia, e le sedi secondarie in Italia delle imprese di riassicurazione extracomunitarie di cui all’art. 1, comma 1, lett. cc-ter), cod. assic.) qualora abbiano avuto, in media, durante l’esercizio finanziario un numero di dipendenti superiore a 500 e, alla data di chiusura del bilancio, abbiano superato almeno uno dei due seguenti limiti dimensionali:

a) totale dello stato patrimoniale: 20.000.000 di euro;

b) totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40.000.000 di euro;

sono tenuti alla redazione della dichiarazione individuale non finanziaria oltre a quegli enti che siano società madri di gruppi di grandi dimensioni.

Per i soggetti che rientrano nell’ambito applicativo della norma che non praticano politiche in relazione a uno o più degli ambiti di interesse (vedi tabella), non sono previsti sconti; piuttosto l’obbligo consiste nel fornire all’interno della medesima dichiarazione, per ciascuno di detti ambiti, le motivazioni della scelta, indicandone le ragioni in maniera chiara e articolata. Anche soggetti diversi da quelli specificamente indicati dalla norma possono redigere, su base volontaria, la dichiarazione sia individuale che consolidata purché conformi alla norma in commento.

La responsabilità della dichiarazione. L’incombenza di garantire che la relazione sia redatta e pubblicata, mediante deposito al registro imprese, in conformità a quanto richiede la norma, compete agli amministratori dell’ente i quali devono agire in proposito secondo criteri di professionalità e diligenza. L’organo di controllo, dal canto suo, nell’ambito dello svolgimento delle funzioni a esso attribuite deve vigilare sull’osservanza concreta dell’obbligo in commento riferendone nella relazione annuale all’assemblea. Ma esaminiamo come può essere operativamente redatta la richiesta dichiarazione.

Questa può essere contenuta nella relazione sulla gestione di cui costituisce una specifica sezione come tale contrassegnata, oppure può costituire una relazione distinta, fermo restando l’obbligo di essere contrassegnata comunque da analoga dicitura.

Una volta approvata dall’organo di amministrazione, la relazione distinta è messa a disposizione dell’organo di controllo e del revisore legale entro gli stessi termini previsti per la presentazione del progetto di bilancio.

Nel caso di gruppo la dichiarazione può essere formulata in versione consolidata comprendendo i dati della società madre, delle sue figlie consolidate integralmente.

Christina Feriozzi

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