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Grandi evasori, rischio carcere

di Roberto Rosati 

Sui grandi evasori fiscali lo spettro della carcerazione. Questo uno degli effetti del giro di vite sulla normativa penale tributaria contenuto nella manovra-bis, approvata ieri in via definitiva dalla camera. La nuova disciplina prevede infatti l'inapplicabilità della sospensione condizionale della condanna quando l'imposta sottratta all'erario è superiore a 3 milioni di euro e al 30 per cento del volume d'affari.

Una disposizione, questa, che non si applicherà però per i delitti di omesso versamento, di indebita compensazione di crediti inesistenti o non spettanti e di sottrazione fraudolenta al pagamento dei tributi. Ma le novità sul fronte penale tributario sono anche altre: dal vincolo dell'estinzione del debito fiscale per poter accedere al patteggiamento alla revisione delle soglie di punibilità, all'allungamento della prescrizione. E ancora, massimo rigore su chi emette o utilizza fatture o altri documenti falsi per evadere le imposte: il reato sarà punito in ogni caso con la reclusione da un anno e mezzo a sei anni, indipendentemente dall'importo falsamente attestato.

Vediamo più in dettaglio come cambiano le disposizioni del dlgs n. 74/2000 per i fatti commessi dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del dl 138/2011, che, dopo il via libera di Montecitorio, attende ora solo la pubblicazione nella G.U.

Sospensione condizionale. Per i delitti previsti negli articoli da 2 a 10 del dlgs 74/2000, qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore a tre milioni di euro e al 30 per cento del volume d'affari, non sarà più possibile beneficiare della sospensione condizionale della pena di cui all'art. 163, c.p. La disposizione riguarda gran parte dei delitti tributari: da quelli in materia di dichiarazioni dei redditi e dell'Iva (frode, infedeltà, omissione) a quelli documentali (emissione di false fatture, distruzione della contabilità). Ne sono invece esclusi, come si diceva, il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, i reati di omesso pagamento dei tributi e di indebita compensazione di crediti.

Il vincolo sul patteggiamento. Per tutti i delitti previsti dal dlgs n. 74/2000, l'applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell'art. 444 c.p.p. (patteggiamento), sarà subordinata alla ricorrenza della circostanza attenuante prevista dall'art. 13, commi 1 e 2, ossia alla condizione che, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, l'imputato abbia estinto con il pagamento i debiti tributari relativi ai fatti che sono alla base dei delitti stessi, comprese le sanzioni tributarie amministrative, anche nel caso in cui queste non siano irrogabili in base al principio di specialità.

Rimodulazione dell'attenuante. In caso di pagamento del debito tributario, l'attenuante di cui al citato art. 13 consisterà nella riduzione della pena fino ad un terzo, anziché fino alla metà come previsto precedentemente.

La prospettiva di un trattamento di maggior favore, insieme alla possibilità di ottenere il patteggiamento, mira ad incentivare maggiormente il pagamento dei debiti tributari.

Prescrizione. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 10 del dlgs n. 74/2000, si applicheranno termini di prescrizione più lunghi di un terzo.

Utilizzazione o emissione di fatture o documenti falsi. Viene abrogato il comma 3 degli articoli 2 e 8 del dlgs n. 74/2000, che prevedeva, per i delitti di utilizzazione nella dichiarazione di fatture false e di emissione di fatture false, una pena detentiva più lieve nel caso in cui l'importo falsamente documentato fosse inferiore a 154.937 euro nel periodo d'imposta. Questi reati saranno ora puniti in ogni caso con la reclusione da un anno e mezzo a sei anni, indipendentemente dall'entità del danno causato all'erario.

Riduzione delle soglie di punibilità. Infine, sono state riviste al ribasso le soglie monetarie e percentuali per la punibilità penale delle violazioni tributarie. Ecco come cambia la mappa dei reati.

Dichiarazione fraudolenta con altri artifici. Per integrare il delitto di dichiarazione fraudolenta con altri artifici (diversi dall'uso di fatture o documenti falsi), ai sensi dell'art. 3, occorreva superare congiuntamente i seguenti limiti:

a) evasione d'imposta per almeno 77.469 euro

b) sottrazione all'imposizione di elementi attivi per importo superiore al 5% di quelli indicati nella dichiarazione, o comunque superiore a 1.549.371 euro.

La soglia monetaria di cui alla lettera a) è stata ridotta a 30.000 euro, mentre quella della lettera b) a un milione di euro.

Dichiarazione infedele. Il reato di dichiarazione infedele di cui all'art. 4 si configurava finora qualora risultassero superate entrambe le seguenti soglie:

a) imposta evasa superiore a 103.291 euro

b) sottrazione all'imposizione di elementi attivi superiori al 10% di quelli indicati nella dichiarazione, o comunque superiori a 2.065.827 euro.

La soglia sub a) è stata ridotta a 50.000 euro, quella sub b) a due milioni di euro.

Omessa dichiarazione. Il delitto di omessa dichiarazione di cui all'art. 5, che si realizzava quando l'imposta evasa era superiore a 77.469 euro, si concretizzerà ora al superamento della soglia di 30.000 euro.

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