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I grafici scommettono sul rally di fine anno

Il mercato crede al rally di fine anno. Dopo l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti il Dow Jones ha segnato sette record storici consecutivi e ben 17 sedute al rialzo. Nuovi massimi storici anche per l’S&P500. In Piazza Affari è stata la fine della partita referendaria a fare tornare l’appetito agli investitori: in 4 sedute +8% ma dai minimi di novembre il recupero supera il 13%, riportando i prezzi su livelli che non si vedevano dalla fine dello scorso aprile. Un entusiasmo che non trova riscontri sul piano dei fondamentali: crisi di governo in Italia, ripresa economica ancora debole, importanti aumenti di capitale in arrivo nel settore bancario. Maggiori certezze sembrano invece arrivare dalla lettura dei grafici dei prezzi di Borsa. «Dopo un inizio anno devastante culminato con il sell-off della Brexit – spiega Filippo La Ganga dell’ufficio studi di Websim.it — le Borse mondiali hanno avviato un lento recupero che ha toccato l’apice con il rialzo iniziato a dicembre. Per quello che riguarda l’indice principale di Piazza Affari, fatta salva la possibilità di un po’ di assestamento nel breve periodo, all’inizio del prossimo anno lo scenario dovrebbe restare positivo almeno sino al primo trimestre del 2017».

Il rebusDiventa invece più difficile commentare l’andamento degli indici azionari americani. «Dal punto di vista tecnico — commenta Filippo Ramigni a capo dell’analisi tecnica di Giotto Sim — l’S&P500 mantiene una impostazione positiva con il supporto precedente massimo a 2188-2190 punti che ha contenuto ancora una volta la fase correttiva. Proprio sulla tenuta di questo supporto le attese sono per un prolungamento del rialzo con primo obiettivo posto a 2255 punti. Successivamente potrebbe spingersi fino a 2300. Segnali di debolezza si avranno solamente al di sotto di 2190 punti spingendo i corsi verso 2120 ma solo il livello 2080 indicherà una discesa di grado maggiore verso quota 2000. Data la struttura tecnica quando la correzione avverrà sarà di portata notevole».

Tornando a Piazza Affari, nonostante l’incertezza, il quadro resta invece orientato al meglio. La Ganga segnala le soglie più importanti: «in caso di ritracciamento il primo obiettivo dell’indice Ftse Mib è posto a 17.400 punti e, successivamente, a 16 mila. Se invece la tendenza positiva dovesse continuare il target più importante è la resistenza di 20mila punti». Come è accaduto per l’elezione di Trump, la vittoria del no al referendum da evento potenzialmente negativo si è trasformato invece in un catalizzatore di forza per il Ftse Mib sulla speranza che per non peggiorare la già critica situazione italiana si arrivi finalmente a mettere mano al settore bancario.

«La rottura dell’importante resistenza posta a 17.400 punti — continua Ramigni — che conteneva i tentativi rialzisti da oltre 5 mesi, ha evidenziato un cambiamento di scenario per l’indice domestico che si è portato velocemente a 18.000, con un rialzo 12 punti percentuali dai minimi del 29 novembre. Lo scenario adesso si presenta positivo con i prezzi attesi a continuare il movimento rialzista oltre 18000 che è la prima resistenza. Poi potrebbero portarsi fino al successivo target posto a 19000, che è stato identificato ribaltando l’ampiezza del precedente intervallo di prezzo, e che rappresenta il livello chiave per mettere fine alla fase di debolezza vista nel 2016».

Attenzione, però, sono possibili storni al test dei 17-550-600 dove si potrà entrare nuovamente in acquisto. Solamente chiusure settimanali inferiori a 17.400 indicheranno la fine della fase di rialzo.

Il cambiamentoSe fino a questo momento a farla da padroni sono stati i titoli bancari, saliti del 24% dai minimi di novembre, a dare un’ulteriore spinta al rally di fine anno potrebbero esserci quelli considerati difensivi. Per l’ufficio studi di Websim, ad essere interessanti sono A2A, Enav, Erg e Moncler. «A 16 euro — spiega La Ganga — la società del lusso ha una prima discriminante rialzista. Attualmente siamo sopra, con una prima proiezione al rialzo a 17,5 euro e successivamente 18,5. Uscire in caso di superamento della soglia di 15,5 euro» Per Ramigni sotto osservazione ci sono Fca e Terna. «La violazione dell’importante resistenza a 7,50 euro ha dato un nuovo impulso rialzista al titolo del gruppo guidato da Sergio Marchionne che sta facendo adesso la prova della linea di tendenza che passa intorno a 7,90 euro. Lo scenario si presenta adesso interessante con target di medio periodo a 9,50 euro». Per quanto riguarda Terna: «il titolo ha sviluppato un’interessante figura tecnica a 3,88 euro, che ha arrestato la caduta e consentito un rimbalzo che può continuare per chiudere il gap a 4,27 e quindi arrivare a 4,50 euro».

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