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Il Governo vuole la rete unica tlc Tutto da definire il ruolo di Cdp

Sembrerebbe essere una proposta di buon senso, ma non pare che miracolosamente tutte le posizioni si siano ancora allineate. Maximo Ibarra, ex ad Wind-Tre e attualmente ad di Sky Italia, ieri nel presentare il nuovo servizio wifi per i suoi clienti – che si appoggia alle reti di Open Fiber e di Fastweb – si è detto «convinto che la miglior soluzione possibile sia la rete unica wholesale, ma la cosa importante è che non abbia come azionista un player verticalmente integrato». Questo in risposta all’ipotesi di cui sopra. Analoga posizione è stata ribadita nel weekend dal presidente di Open Fiber, Franco Bassanini.

Enel, dalla sua, ha confermato le indiscrezioni riportate dal quotidiano «Repubblica» di un interessamento da parte del fondo infrastrutturale australiano Macquarie per la sua quota in Open Fiber. Dalla società guidata da Francesco Starace è arrivata la precisazione che, nella seduta del 10 giugno, il consiglio «ha ricevuto un’informativa in merito a un’offerta non vincolante presentata da Macquarie», avente per oggetto l’acquisizione «in tutto o in parte» della quota Enel in Open Fiber.

In Danimarca il fondo australiano ha rilevato l’incumbent Tdc, scindendolo in due società separate, da una parte la rete, dall’altra i servizi. In Polonia ha invece investito in una nuova rete che sta coprendo le zone rurali e che lavora in collaborazione con la francese Orange, la quale, a sua volta, ha rilevato l’incumbent locale. Due modelli differenti, ma – a quanto risulta a «Il Sole-24Ore» – Macquarie in Italia non sarebbe interessato a intervenire su base stand alone, bensì nella prospettiva di un’unificazione delle reti che non si collochi all’interno di un gruppo verticalmente integrato (come è Telecom), paventando altrimenti problemi regolamentari/antitrust con Bruxelles.

Tutti d’accordo, dunque, sulla rete unica, ma il problema è il come. Potendo scegliere, gli operatori terzi preferirebbero passare su una rete non di un altro operatore. Ma mettetevi nei panni di Telecom: chi si prenderebbe la responsabilità di strapparle il cuore?

Una precisazione: l’ex presidente Cdp Claudio Costamagna ha fatto sapere che sul dossier è advisor di KKR, il fondo Usa che sta trattando in esclusiva l’acquisto del 40% della futura società della rete secondaria di Telecom, e non invece di Macquarie per la quota Enel di Open Fiber. Tra Cdp e Macquarie sono già in corso contatti per la partita Aspi – Autostrade per l’Italia – che dovrebbe definirsi in un modo o nell’altro a fine mese.

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