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Il governo si corregge sulla Cig Proroga per altre 4 settimane

ROMA — Il governo corregge il decreto Rilancio. E consente alle aziende che hanno terminato le prime 14 settimane di anticipare l’utilizzo delle ultime 4 settimane di cassa integrazione, senza dover aspettare l’1 settembre. Viene così cancellato il “buco” previsto dal decreto di maggio – un salto tra metà giugno e l’autunno senza ammortizzatori e col divieto di licenziamento esteso al 17 agosto – chiesto dalla Ragioneria per meglio controllare la spesa. Una correzione che costa: per le maggiori risorse si attinge al “tesoretto” da 2,7 miliardi a disposizione del ministero del Lavoro, creato dallo stesso decreto Rilancio.
Il Consiglio dei ministri interviene con un decreto legge, dopo aver incontrato i sindacati agli Stati Generali. Due articoli soltanto, il secondo proroga al 31 luglio dal 30 giugno il termine per richiedere il Rem, il reddito di emergenza, visto il numero basso di domande sin qui arrivate. Il primo articolo anticipa la fruizione delle 4 settimane, come detto. Pone il 15 luglio come data limite per inviare all’Inps la domanda di Cig relativa al periodo 23 febbraio-30 aprile. Stabilisce che le domande con errori e omissioni possono essere ripresentate entro 30 giorni. E fissa un termine – il mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di Cig – entro il quale mandare all’Inps l’SR41, il documento con i dati completi di Iban del lavoratore messo in cassa: superato quel limite la Cig rimane a carico dell’azienda. Una seconda stretta sulle imprese, dopo quella del decreto Rilancio all’articolo 68 che però riguarda la domanda che deve essere spedita entro il mese successivo, altrimenti l’Inps pagherà solo una settimana di Cig. Qui il vincolo si estende al famoso SR41. Le due norme però, per come sono scritte, si sovrappongono nelle tempistiche. Dovranno parlarsi.
Nel frattempo l’Inps pubblica sul sito i nuovi dati sulla Cig. Il presidente Pasquale Tridico aveva promesso di «pagare tutti entro il 12 giugno». Non è andata così. Lui però si difende: «Non abbiamo giacenze su maggio, solo 124 mila lavoratori da pagare relativi a domande di giugno». Nei numeri online si legge però che mancano ancora 29 mila lavoratori le cui richieste si spalmano nel periodo tra febbraio e il 31 maggio. E 267.374 da pagare su giugno. Per un totale di quasi 300 mila.
«La cassa integrazione si è rivelata uno strumento farraginoso, vogliamo riformarla, superarla, renderla più semplice e veloce», dice non a caso il premier Giuseppe Conte. In attesa della riforma della Cig – forse inserita in legge di Bilancio – Conte assicura: «Non lasciamo i lavoratori, non li abbandoniamo per strada, non consentiamo che siano licenziati».
C’è anche l’ansia delle imprese da tenere in conto. Non possono licenziare. Molte hanno finito tutte le prime 9 settimane di Cig a fine aprile. In questi giorni anche le altre 5 del decreto Rilancio. E ora sono senza ombrello. Di qui la necessità di attaccare subito alle 14 settimane di Cig già usufruite anche le ultime 4, come oggi possono fare cinque comparti: turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche. Quest a deroga da ieri è regola per tutti. «Ci sarà bisogno di un altro decreto in luglio però», prevede Francesca Puglisi, sottosegretaria pd al Lavoro. «Il 18 luglio molte aziende avranno esaurito anche queste ulteriori 4 settimane che ora abbiamo riunito alle prime 14. Pensiamo ai settori che non hanno riaperto: mense, asili nido, fiere e congressi». A settembre poi il governo conta sui 20 miliardi del fondo europeo Sure, per allungare la Cig – e il divieto di licenziare – sino a fine anno, come chiedono Cgil, Cisl e Uil.

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