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Governo più cauto sulla crescita. Allarme delle imprese per i conti

Il vero problema è il debito. Dopo il rinvio della privatizzazione delle Ferrovie, che quest’anno ha fatto venir meno un’entrata considerata certa, il governo è alla ricerca di non facili alternative per assicurare la discesa del rapporto tra il debito ed il pil Si ragiona sulla possibilità di cedere un nuovo pacchetto azionario di Poste spa, ma le condizioni di mercato non sono ottimali. E non si esclude, nei documenti di finanza pubblica che il governo sta per varare, di riformulare l’obiettivo delle dismissioni in forma più cauta.

Il piano prevede attualmente privatizzazioni per 0,5 punti di pil l’anno, cioè 8 miliardi, per un triennio. Considerate le difficoltà, nel Documento di finanza pubblica che sarà varato l’8 aprile dall’esecutivo, potrebbe esserci un obiettivo complessivo per il triennio. Fermo restando, comunque, l’impegno ad invertire già quest’anno la tendenza del debito a crescere rispetto al pil.

Nel Def, che sarà accompagnato dal nuovo Piano Nazionale delle Riforme, il governo procederà a una nuova revisione al ribasso delle stime di crescita dell’economia, ora ferme all’1,6% per il 2016, portandole intorno all’1,3%. L’obiettivo del deficit pubblico del 2,3%, due decimi in meno di quanto prevede la Ue, sarebbe comunque raggiunto grazie ad una manovra di aggiustamento marginale sui conti di quest’anno, da effettuare in via amministrativa e senza ricorrere a nuovi strumenti normativi. Per il 2017 il taglio dell’Ires è già coperto nel bilancio, mentre dovranno essere disattivati gli aumenti dell’Iva, un obiettivo che il governo confermerà nel Def. Il che rende la manovra del 2017 abbastanza pesante, anche immaginando il rinnovo della flessibilità da parte della Ue, senza la quale, dice uno studio Confindustria, ci aspetterebbe una manovra correttiva da 24 miliardi.

Dalla Ue il governo attende anche il via libera definitivo al nuovo sistema di risarcimento per gli obbligazionisti che hanno perso il capitale investito nelle banche messe in risoluzione. Difficilmente, però, il provvedimento vedrà la luce prima del rientro del premier dagli Usa, atteso la prossima settimana. Il termine previsto dalla legge di Stabilità scade oggi. E il Codacons annuncia le prime cause pilota per avere i rimborsi in tribunale.

Mario Sensini

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