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Governo, oggi la cabina di regia su licenziamenti e giustizia

Corsa contro il tempo per il governo Draghi per sciogliere il nodo del blocco dei licenziamenti in scadenza il 30 giugno. Secondo le indiscrezioni dell’ultima ora la linea dell’esecutivo non sarebbe cambiata: il blocco verrebbe prorogato fino ad ottobre per il settore tessile, in particolare crisi, inoltre a beneficiare del blocco sarebbero anche i lavoratori del centinaio di aziende in crisi che hanno tavoli aperti al ministero dello Sviluppo economico. La scelta dello strumento cadrebbe sul decreto legge, che conterrebbe anche altre 18 settimane di cig Covid e la proroga di due mesi della moratoria sull’invio delle cartelle fiscali.Decisivo sarà tuttavia il vertice previsto per oggi a Palazzo Chigi: il premier Draghi ha infatti convocato la cosiddetta cabina di regia della maggioranza sui temi della giustizia e del lavoro per cercare una mediazione.Perché la tensione è alta. I sindacati Cgil-Cisl-Uil, sabato scorso in piazza, hanno chiesto con forza una proroga generalizzata ad ottobre per tutte le categorie dell’industria. Nota la posizione del ministro del Lavoro Orlando che, un mese fa, propose con un emendamento al Sostegni bis la proroga al 28 agosto scontrandosi con il premier Draghi. Ieri Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, ha chiesto un decreto ponte e un rinvio del blocco generalizzato per due mesi per dare tempo di preparare la strada alla selettività.I partiti sono tuttavia in movimento. Cgil, Cisl e Uil hanno stabilito contatti Forza Italia: oggi vedranno Antonio Tajani, i capigruppo ed il responsabile lavoro degli azzurri con l’obiettivo di trovare spunti di mediazione da avanzare all’interno del governo. Anche se Sestino Giacomoni di Forza Italia sottolinea che «più che di blocco dei licenziamenti c’è bisogno si sgravi per chi assume» e chiede di «ristabilire le regole del mercato».Il Pd, in gran parte, si schiera con i sindacati per un a proroga tout court fino a ottobre mentre il M5S, finora, si è tenuto fuori, anche per il braccio di ferro che vede impegnati in queste ore Beppe Grillo e Giuseppe Conte per definire la nuova organizzazione del Movimento. Ma i 5 Stelle sui temi del lavoro – spiegano fonti pentastellate – non vogliono rimanere a guardare e sicuramente diranno la loro prima che il governo prenda qualsiasi decisione. Tra le ultime ipotesi, che tuttavia ieri non trovavano riscontro a Palazzo Chigi, ci sarebbe anche una soluzione, anticipata dall’Adnkronos: il criterio per mantenere il blocco potrebbe essere quello dell’utilizzo della cassa integrazione, chi l’ha utilizzata di più, sarebbe più in crisi, e dunque avrebbe diritto a mantenere la moratoria in alternativa si potrebbe considerare il calo del fatturato.

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