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Il governo mette 10 miliardi per l’economia. Nomine bloccate

Arrivano oggi con la riunione del Consiglio dei ministri le misure per risollevare il Paese allo stremo sotto l’attacco del coronavirus. Viste le dimensioni della crisi e il blocco totale dell’economia il pacchetto previsto inizialmente di circa 4 miliardi, raddoppiato a 7,5 miliardi nei giorni scorsi, potrebbe aumentare arrivando a 10 miliardi, come ha annunciato il ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Del resto di maggiori risorse, oltre i 7,5 miliardi, ha parlato l’altro ieri il premier.
Stamattina il governo deciderà di quanto dovrà essere lo scostamento richiesto prima del voto delle Camere sulla Relazione che contiene la richiesta di innalzare gli obiettivi di finanza pubblica per quest’anno. L’asticella del deficit per il momento è stata portata dall’attuale 2,2 per cento del Pil al 2,5%: la Commissione ha risposto subito sì, sia per il clima generale sia perché si tratta di una circostanza di carattere così straordinario che le regole prevedono di non contabilizzare sul deficit strutturale tutte le spese per fronteggiare il virus. Così si potrebbe salire verso il 2,7-2,8 recuperando interamente 10 miliardi. Nel provvedimento fa la sua comparsa anche un articolo che riguarda le principali partecipate dal Tesoro, da Eni a Enel, da Leonardo a Terna: tutte le nomine delle partecipate, secondo la bozza che circolava ieri sera, sono bloccate fino al cessare dell’emergenza legata al coronavirus. I vertici, dunque, rimangono per ora al loro posto.
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