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Il governo disegnerà i progetti di asili e ospedali

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa del Recovery Plan mentre la riforma fiscale accelera: entro luglio sarà varato il disegno di legge delega utilizzando i lavori e le 60 audizioni della commissione parlamentare attiva da quattro mesi. Novità anche per l’assegno unico: partirà il 1° gennaio del 2022 come previsto ma per autonomi e professionisti ci sarà un anticipo già da luglio.
La partita del Recovery Plan, dopo la faticosa opera di completamento e la consegna all’Europa, sta per aprirsi in grande stile. Con il “fondo nazionale” da 30 miliardi e con i 26 miliardi pluriennali fino al 2032, in attesa del varo definitivo da parte del Consiglio dei ministri, l’intero pacchetto che l’Italia ha a disposizione, considerando anche le risorse del React Eu, sale a 260,5 miliardi. A giorni, come indispensabile corollario per lo sprint del Recovery, il decreto governance e quello semplificazioni giuridiche e finanziarie.
Le ultime indiscrezioni che arrivano dal governo dicono che lo schema per attivare progetti e relative spese è in dirittura d’arrivo. Due le grandi tipologie d’intervento. La prima, quella delle grandi infrastrutture, è la più lineare e semplice: si fa l’esempio dell’alta velocità dove l’intervento è assicurato dalle Ferrovie dello Stato. La seconda, più complessa, riguarda le piccole infrastrutture come gli asili nido (4,6 miliardi per 230 mila nuovi posti per i più piccoli) e gli “ospedali di comunità” per il presidio sanitario del territorio. Ebbene in questo caso i ministeri competenti forniranno assistenza tecnica e format progettuali ai Comuni (per gli asili) e alle Regioni (per i mini ospedali territoriali) attraverso vere e proprie “squadre di lavoro” per aiutare gli enti locali a realizzare le opere.
Anche la struttura della governance è già scritta nero su bianco. Quattro i perni: la cabina di regia politica di Palazzo Chigi, quella tecnico finanziaria della Ragioneria generale e del Tesoro, la sala di monitoraggio e trasparenza di Via Venti Settembre e le strutture operative, una sorta di mini cabine di regia “dedicate” che saranno allestite in ciascun ministero.
Dato che i primi segnali che a Roma arrivano da Bruxelles sono sostanzialmente positivi, in due mesi, a fine giugno, dovrebbe arrivare l’ok e i 24 miliardi (cioè il 13 per cento dei 191,5 del Recovery in senso stretto) potrebbero essere accreditati sul conto corrente del Tesoro a ridosso dell’estate.
Idee chiare e ben definite anche sul fronte fiscale, una delle riforme alle quali l’Europa lega il Recovery Plan. Entro luglio sarà varato dal governo il disegno di legge delega di riforma del sistema: non ci sarà una commissione ad hoc ma ci si baserà sui lavori della Commissione congiunta Senato-Camera D’Alfonso- Marattin che sta lavorando da quattro mesi con 60 audizioni e che ha compiuto un’ampia ricognizione e ha dato come indicazione condivisa l’esigenza di procedere ad una riforma sistemica e strutturale. Le risorse necessarie al finanziamento della riforma saranno inserite nella legge di Bilancio 2022 in modo da far partire la “nuova Irpef” dal 1° gennaio del prossimo anno. Quanto? Potrebbe essere una quota minima comunque indispensabile anche se si fa una riforma a saldo zero di un “gigante” come l’Irpef oppure una quota più alta se la maggioranza vorrà intervenire con una riduzione della pressione più marcata. Parallelamente per l’avvio dell’assegno unico “centrale e omnicomprensivo” per i figli, come aveva chiesto il Pd, si va verso una “fase 1” a partire da luglio: si tratterebbe di cominciare ad erogare l’assegno o credito d’imposta ad autonomi e professionisti che attualmente hanno solo detrazioni (e non assegni familiari), lasciando le altre detrazioni, e poi far scattare dal 1° gennaio del 2022, come aveva già annunciato il governo, il nuovo assegno unico.
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