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Il governo convoca Alitalia Delrio: “Sono problemi seri”

La preoccupazione del ministro dei Trasporti Delrio: «Quelli di Alitalia sono problemi seri». E l’allarme delle sigle del trasporto: «Si rischia uno schianto come quello del Titanic ». È stato dominato dall’incertezza l’incontro sul futuro della compagnia di bandiera tenutosi ieri a Roma tra governo e sindacati. E non poteva essere altrimenti, visto che il tanto atteso piano industriale per il rilancio della società, ieri non presente al vertice, ancora latita. Così al termine del confronto al ministero dei Trasporti, tra le proteste delle organizzazioni di base all’esterno, le sigle di settore di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno confermato lo sciopero indetto per giovedì 23. Il governo convocherà l’azienda, forse già oggi, per capire se ci siano margini per una mediazione dell’ultimo minuto. Che appare però difficilissima, nonostante la mini apertura della Fit Cisl: «Se la società farà marcia indietro su tutto noi siamo disponibili», ha detto il segretario Antonio Piras.
L’incontro di ieri, a cui oltre a Graziano Delrio erano presenti il ministro dello Sviluppo economico Calenda e il responsabile del Lavoro Poletti, nasce dalla decisione dei sindacati di interrompere le trattative sulle modifiche al contratto di lavoro, in assenza del piano industriale di rilancio della compagnia. Una rottura a cui Alitalia ha risposto annunciando l’intenzione di passare dal primo marzo dal contratto collettivo (scaduto il 31 dicembre) a un regolamento aziendale. Il risanamento del vettore controllato al 49% da Etihad, che dovrebbe chiudere il 2016 con perdite attorno al mezzo miliardo di euro, ruoterà attorno a un energico taglio dei costi del leasing degli aeromobili e allo spostamento dell’offerta dalle tratte a corto raggio, in perdita, a quelle a media e lunga distanza. Ma secondo le indiscrezioni dovrebbe anche comportare una riduzione della forza lavoro, nell’ordine dei 1.600-2.000 dipendenti. Ridimensionamento che i sindacati non accettano e che anche il governo vorrebbe scongiurare. Prima di tornare a sedersi al tavolo delle trattative, le sigle del trasporto vogliono vedere nero su bianco le 158 pagine del piano. Gli advisor di Roland Berger continuano a lavorare sui dettagli e secondo le indicazioni emerse durante il vertice di ieri il documento dovrebbe essere presentato entro la prima settimana di marzo. Ma qualche altra settimana sarà poi necessaria per la conversione dei debiti in equity, fondamentale per garantire l’operatività quotidiana della compagnia. Il tempo stringe: tra le preoccupazioni del governo, che resta in contatto costante con Alitalia, c’è proprio il rapido esaurimento della liquidità in cassa.
Il primo incontro dell’esecutivo con l’azienda però, estremo tentativo di scongiurare il blocco previsto per giovedì (con il 60% dei voli cancellati) e che si sommerebbe alle agitazioni dei tassisti contro Ncc e Uber, dovrebbe tenersi già nelle prossime ore. Il governo proverà a spingere Alitalia a rivedere la scelta di disapplicare il contratto collettivo. «Atto unilaterale senza precedenti nella storia delle relazioni industriali », secondo i sindacati. E se Fit Cisl e Uilt, di fronte a un passo indietro dell’azienda, parlano di disponibilità a trattare, per la Filt Cgil sullo sciopero ormai non si torna indietro: «Resta confermato, non ci sono i tempi tecnici per revocarlo», ha detto il segretario Nino Cortorillo.

Filippo Santelli

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