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Il Governo: «Alitalia tornerà di bandiera» L’Asia traina gli ordini di Boeing e Airbus

È l’Asia a far volare gli affari dell’industria aeronautica commerciale, con affari per 139 miliardi di dollari annunciati finora da Boeing e Airbus questa settimana al salone di Farnborough, mentre il governo lancia la proposta dell’«italianità» per la crisi di Alitalia, che resta una delle poche compagnie mondiali con i conti in rosso. «L’italianità è un punto fondamentale nel futuro» di Alitalia, ha detto ieri il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, a RaiNews 24. Il ministro Cinquestelle ha aggiunto: «torneremo a farla diventare compagnia di bandiera con il 51% in capo all’Italia e con un partner che la faccia volare». Toninelli però non ha spiegato come questo potrebbe avvenire, né chi potrebbe essere il partner (si presume straniero) che avrebbe non più del 49 per cento. Dopo quasi un anno nella ricerca di un compratore, i commissari di Alitalia il 10 aprile hanno ricevuto tre proposte di acquisto, ma non offerte vincolanti, da Lufthansa, easyJet e Wizz Air. Le proposte prevedono una riduzione della flotta e tagli all’occupazione. Non si sa se Lufthansa e gli altri accetterebbero di avere una quota di minoranza a fianco di soci italiani. Questi, secondo voci, potrebbero essere la società statale Cdp (con il 25%) e un altro socio pubblico (qualcuno ipotizza le Fs) o un altro da individuare. Di certo Lufthansa non verrebbe a fare il socio-finanziatore di un’impresa controllata dallo Stato senza avere la gestione e un piano industriale credibile. Al momento pare non esserci nulla di concreto. Si comprende anche dalle parole del vicepremier Luigi Di Maio: «Sono in corso da parte di questo governo le interlocuzioni necessarie per assicurare un futuro a questa azienda, per tutelare al meglio le esigenze dei lavoratori (…) e mi spenderò in prima persona con tutti i player internazionali». All’inizio del mese il sottosegretario allo Sviluppo, Michele Geraci (Lega), ha parlato di una ipotesi cinese: «Potrebbe essere una compagnia cinese che non compri la maggioranza, mentre il pacchetto di controllo resterebbe in mano pubblica e a capitale privato». L’anno scorso aveva manifestato interesse la compagnia cinese Hna, poi si è defilata. La Cina e le compagnie orientali sono in espansione e investono nella flotta, come dimostrano anche i dati annunciati al salone di Farnborough. Secondo i prezzi di listino, prima degli sconti, Reuters ha calcolato che finora l’americana Boeing ha firmato contratti e accordi preliminari di vendita di jet commerciali per 82 miliardi di dollari, la franco-tedesca Airbus per 57 miliardi. Boeing ieri ha firmato un accordo per vendere 100 B737 Max a VietJet, low cost vietnamita, per 12,7 miliardi. La russa Volga-Dnepr ha comprato 29 aerei cargo Boeing 777 per 11,8 miliardi. Tra gli accordi di Airbus il contratto con la cinese Sichuan per 10 A350Xwb per 3,2 miliardi. Airbus ha annunciato anche due ordini senza il nome del cliente, uno da 100 A320neo da 11,5 miliardi e uno per 80 A320neo da 8,8 miliardi. Secondo alcuni osservatori dietro ci sarebbero società di leasing o investitori cinesi, come la banca Icbc. Il Pentagono ha annunciato il contratto con Boeing per due B747-8 da impiegare come aereo del presidente, Air Force One. Il costo è di 3,9 miliardi di dollari.

Gianni Dragoni

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