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Governo al lavoro su Npl e bond cuscinetto

Nel cantiere all’opera sulla legge di bilancio entra anche un ricco capitolo dedicato a banche e finanza per la crescita: i dettagli sono da affinare, perché manca ancora un mese all’appuntamento in consiglio dei ministri con l’ultima manovra della legislatura, ma le parole chiave sono definite.
In prima linea ci sono ancora una volta i crediti deteriorati delle banche, con il duplice obiettivo di aiutare la discesa dello stock di Npl e di limitare la formazione di nuove sofferenze. Sul primo aspetto si prova a estendere il raggio d’azione delle cartolarizzazioni, riprendendo in mano il dossier già aperto con manovrina e conversione in legge del decreto sulle banche venete, mentre per gestire meglio la catena dei rischi si studia il quadro delle regole per l’introduzione dei bond cuscinetto, in linea con i progetti europei di revisione della direttiva Brrd per la creazione di una categoria intermedia tra i senior, “blindati”, e i junior, che invece vengono investiti dall’obbligo di condivisione dei costi in caso di crisi come sanno i risparmiatori di Mps e delle due Venete. Il tutto senza dimenticare le ipotesi di rafforzamento del patto marciano, introdotto per facilitare la possibilità per il creditore di rivalersi sui beni immobili del debitore in caso di inadempienza ma finora rimasto sottoutilizzato.
I tecnici, insomma, lavorano a una serie di strumenti per accompagnare il «cammino ancora lungo» che deve essere coperto da un sistema finanziario arrivato «a un punto di svolta», secondo le parole del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ieri al convegno Luiss sul rilancio del sistema bancario.
Se il patto marciano finora è rimasto sotto le attese, buoni risultati sono stati offerti dalle dalle agevolazioni fiscali per l’acquisto di case alle aste giudiziarie; la misura, che consiste nell’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa a 200 euro per chi compra questi immobili e li rivende nei cinque ani successivi, è scaduta il 30 giugno e potrebbe essere riaperta in manovra ed estesa a tutto il 2018.
Un capitolo corposo riguarda i pignoramenti presso terzi. Nelle intenzioni dei tecnici della Giustizia c’è la possibilità che gli obblighi di vincolo e custodia del terzo pignorato possano valere solo fino al momento dell’udienza indicata nell’atto di pignoramento del bene: una misura che tenderebbe a ridurre i costi sostenuti per il terzo pignorato. Con un’altra norma verrebbe introdotto anche l’obbligo di sfratto dell’immobile pignorato nei casi in cui questo sia messo in vendita. L’obiettivo resta sempre quello di agevolare le vendite nelle aste giudiziarie.
Una nuova spinta è poi giudicata necessaria per la cartolarizzazione dei crediti deteriorati. In questo senso, oltre a prevedere delle agevolazioni fiscali ad hoc per le società veicolo (imposta di registro in misura fissa ad esempio nei casi di cessione dei crediti cartolarizzati), si punta ad autorizzare la possibilità di cartolarizzare non solo i crediti deteriorati, ma anche quelli perfoming. L’intervento allo studio prevederebbe dunque una riscrittura mirata di alcuni articoli delle legge 130 del ’99 sulle cartolarizzazioni, già avviata sotto forma di emendamento alla legge di conversione del decreto sulle banche venete ma poi caduta a inizio luglio per l’esigenza di mantenere inalterato il testo ed evitare inciampi parlamentari.
Il filone fiscale, messo a punto da Giustizia e Tesoro e ora sui tavoli della Ragioneria generale per misurarne l’impatto sui conti, contempla anche un ripensamento per estendere all’Irap la possibilità, oggi prevista solo per l’Ires, di riportare nei periodi d’imposta successivi l’importo del valore negativo corrispondente alle Dta trasformate in crediti d’imposta. Allo studio c’è poi una revisione, in senso più generoso rispetto al quadro attuale, dei meccanismi di deducibilità delle spese sostenute per l’ammissione alla quotazione in Borsa (Ipo).
Marco Mobili
Gianni Trovati

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