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Governi e procure in allarme per i 100 mila clienti nascosti Hsbc, pronti mandati d’arresto

Lo Swiss Leaks rischia di diventare un caso politico internazionale e agita le cancellerie europee. La maxi inchiesta portata avanti dal quotidiano francese Le Monde, dall’Espresso e da altre 43 testate internazionali, coordinate dal consorzio di giornalismo investigativo americano Icij, consegna all’opinione pubblica i nomi di oltre 100 mila clienti che hanno depositato nella filiale svizzera della banca britannica Hsbc (Hongkong & Shanghai Banking Corporation) tra il novembre del 2006 e il marzo del 2007, risorse finanziarie in «nero» per il valore di 180 miliardi di euro. Tra i presunti evasori ci sono 7 mila italiani i cui depositi ammonterebbero a 6,5 miliardi di euro. Tra i nomi quelli di Briatore, dello stilista Valentino e del campione di motociclismo Valentino Rossi.

L’elenco completo dei clienti prende il nome dal funzionario italofrancese di Hsbc Hervé Falciani, scappato con file riservati e depositati in un “cloud”: attualmente vive tra la Spagna e la Francia, dove ha deciso di collaborare con le autorità, ed è inseguito da un mandato di cattura da parte della magistratura svizzera.
Lo scandalo riporta in primo piano la questione dell’evasione fiscale che in Europa è valutata intorno ai mille miliardi di euro e il ruolo dei paradisi fiscali, a cominciare dalla Svizzera. La Commissione europea ha tuttavia ricordato di aver «già agito e di star seguendo i caso». La Svizzera infatti, come tutti gli altri Paesi europei, entro il 2018 dovrà aderire allo scambio automatico di informazioni bancarie previsto dal nuovo protocollo europeo sulla scia dell’accordo Fatca americano. Un sistema che in futuro dovrebbe tentare di sconfiggere l’evasione internazionale.
In Francia il premier Manuel Valls ha assicurato che l’amministrazione ha già effettuato 2.300 controlli e spiccato 103 denunce. In Spagna, dove Falciani è considerato una sorta di eroe, Podemos (il partito degli indignatos) ha annunciato che «assumerà» l’informatico tra i propri consulenti.
Linea dura del Belgio che ha minacciato di emettere mandati di arresto nei confronti dei dirigenti attuali e passati della Hsbc se la Svizzera non risponderà alle rogatorie, mentre la Procura di Roma si è detta pronta a riaprire le indagini qualora emergessero nuovi nomi rispetto ai 700 già esaminati, quella di Torino indaga su 121 mila contribuenti di varie nazionalità mentre Genova ha archiviato. Scende in campo anche l’Associazione bancaria svizzera che ricorda come le banche «non sono responsabili dell’adempimento fiscale dei loro clienti».
Le polemiche investono anche la Gran Bretagna dove l’ex presidente della Hsbc, Stephen Green, è stato sottosegretario al Commercio tra il 2011 e il 2013. «Ha servito bene», si è difeso il premier Cameron dalle pesanti accuse dei laburisti.
La questione cade in un momento delicato per l’Italia. Nei prossimi giorni è prevista la firma del trattato di collaborazione per lo scambio automatico di informazioni tra Italia e Svizzera che va di pari passo con l’operazione di rientro dei capitali che tuttavia non prevede più l’anonimato, prevede l’autodenuncia, il pagamento totale delle tasse, uno sconto sulle sanzioni e la sanatoria sui reati fiscali.
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