Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Governance Telecom, mandato a Patuano

Il tema della governance approda al board Telecom. A quanto risulta, all’ad Marco Patuano dovrebbe essere conferita la delega di “aprire il cantiere” per analizzare la best practice internazionale: nodo centrale è la composizione del consiglio che oggi vede i quattro quinti dei posti appaltati alla lista di maggioranza. La complicazione del quadro è però relativa al fatto che il voto di lista, che vige in Italia, altrove – nei Paesi anglosassoni per esempio – è sconosciuto. Si trattarebbe perciò di adattare lo schema alla realtà italiana. Findim e Asati vorrebero una riforma in senso “proporzionale”, ma da parte di Telco ci sono perplessità di due ordini. Da una parte, c’è il timore che il risultato non finisca per essere poi l’ingovernabilità. Dall’altro c’è la preoccupazione di tutelare l’interesse di chi ha comunque pagato un premio e non ritiene di dover essere estromesso tout court dalla stanza dei bottoni: un conto insomma è il conflitto d’interessi e un altro la rinuncia a tutelare la propria posizione.
Tradotto nel concreto, l’orientamento pare essere quello di ridurre il numero di consiglieri da 15 a 11. I piccoli azionisti Asati punterebbero a una situazione quasi paritaria con 6 posti assegnati alla maggioranza assembleare e 5 alle minoranze che magari potrebbero indicare il presidente. La proposta di mediazione che potrebbe essere portata dal vice-presidente Aldo Minucci prevederebbe due terzi dei posti a favore della lista di maggioranza e la parte restante ripartita tra la seconda e la terza lista più votate. In questo modo si assicurerebbe una rappresentanza anche a Findim, che oggi col 5% non esprime nè amministratori nè sindaci. Ma non è escluso che Fossati, davanti a una soluzione che non fosse giudicata soddisfacente, questa volta possa proporre direttamente una lista di “grandi nomi” per ottenere la maggioranza dei posti con l’appoggio dei fondi esteri.
Si vedrà, ma oggi comunque dovrebbe essere definita solo la questione di come trattare eventuali offerte per Tim Brasil che, nonostante le cautele legali, restano nell’aria (niente di specifico però nel +4,32% della Borsa a 0,833 euro). La mozione che sarà presentata dagli amministratori indipendenti – e che trova l’appoggio anche dell’ad – prevede di sottoporre ventuali offerte alla procedura prevista per le operazioni con parti correlate di maggior rilevanza. Questo perchè l’ipotesi più accreditata è che possa farsi avanti un “veicolo” societario, il cui scopo sarebbe quello di spartire le attività di Tim Brasil tra i concorrenti su piazza e tra questi, senz’altro, anche Telefonica, socio dominante di Telco.
Che ci siano ragionamenti e contatti in corso sul tema è cosa nota da mesi in Brasile e, secondo alcune indicazioni, ci sarebbe la volontà di accelerare per evitare che si complichi troppo la situazione. Il nodo principale è il prezzo, tant’è che mesi fa le stime erano orientate sulla cifra di 7 miliardi per il 67% detenuto da Telecom Italia. Patuano già da qualche tempo ha però messo le mani avanti, sostenendo che per meno di 9 miliardi non avrebbe neanche portato la proposta in cda. In settimana la Findim di Marco Fossati ha presentato uno studio con cifre di molto superiori, nella convinzione che solo considerando gli sviluppi della società nei prossimi tre anni la partecipazione valga più di 13 miliardi. D’altro canto anche in Brasile si è levata qualche voce contraria allo spezzatino di Tim Brasil, da parte per esempio dell’ex ministro Antonio Delfim Netto, molto ascoltato ai piani alti, secondo il quale sarebbe un tragico errore a danno del quadro concorrenziale.
Ora la procedura parti correlate prevede che sia formulato un parere collegialmente da parte dei soli consiglieri indipendenti. L’operazione dovrebbe comunque essere approvata dal cda, con una doppia maggioranza in caso di parere negativo del collegio degli indipendenti: occorrerebbe cioè sia l’ok della maggioranza del board, sia l’approvazione della maggioranza dei consiglieri indipendenti. Se non ci fosse questa seconda maggioranza l’operazione sarebbe sottoposta al giudizio dell’assemblea, dove però occorrerebbe ottenere la maggioranza dei voti dei soci non “correlati”.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa