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«Governance e trasparenza rilanciano l’Italia»

Che cosainsegna lo scandalo Volkswagen? La risposta più frequente, soprattutto in Italia, è che lo scandalo va oltre l’azienda: la Volkswagen è il colpevole, ma il mandante è l’ossessione tedesca per la supremazia industriale, economica ed etica. Quindi, ecco la morale: la Germania non potrà più dare lezioni di etica a nessuno, e soprattutto ai greci e agli italiani. Il resto quasi non conta. Non contano i presupposti dello scandalo, non conta sapere come e perchè sia stato aggirato l’intero sistema di controlli interni, di compliance e di corporate governance del più grande gruppo industriale tedesco. A tre mesi dallo scandalo, insomma, di tutto si parla meno che del vero problema del caso-Volkswagen: la criticità e il ruolo strategico della corporate governance non solo nelle relazioni tra manager e azionisti, ma anche nella prevenzione di comportamenti illegali. In Italia lo sappiamo bene e dopo le traumatiche esperienze del passato – dallo scandalo Cirio a Parmalat per citare alcuni esempi – è paradossalmente su questo terreno che imprese e mercato hanno fatto passi da gigante: «Dietro il recupero di fiducia sull’Italia, sulle nostre imprese e sulla Borsa – spiega Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali e manager tra i più attivi in Italia nella promozione della Corporate Governance – non ci sono solo le riforme strutturali varate dal Governo: c’è un lungo percorso, intrapreso già da tempo dalle imprese, non solo per garantire correttezza e trasparenza delle scelte dei manager a tutti i soci, ma anche il radicamento di una cultura d’impresa basata sul rispetto delle regole e dei ruoli prima ancora che sul profitto a tutti i costi». Per il sistema-Italia, il riconoscimento internazionale dei grandi progressi nella governance è dunque fondamentale. E l’occasione è in arrivo con «Italy Corporate Governance Conference», la conferenza sulle regole di buon governo societario che si terrà oggi e domani a Milano su iniziativa di Assogestioni e Assonime, e con la collaborazione dell’Ocse.
Continua pagina 39 Alessandro PlaterotiContinua da pagina 35 Garantire la corretteza dei processi decisionali è certamente più facile che garantire l’onestà degli uomini, ma quanto afferma Galateri ha indubbiamente riscontri concreti: «Mai come oggi – spiega Galateri, intervistato in qualità di presidente del Comitato italiano della Corporate Governance – l’Italia ha catturato interesse e capitali dei grandi investitori internazionali. Cinesi, francesi, americani, russi e arabi cercano aziende da comprare o su cui investire in Borsa: se ciò accade, è anche grazie al sistema di leggi e di regole di governance presenti sul mercato. Il nostro codice di autodisciplina sulla governance è assolutamente best class». In Italia, enfatizza Galateri «siamo allineati ai best standard che ci sono nel mondo. E non si tratta certamente di regole immutabili: la governance è un processo in evoluzione continua, si evolve con i mutamenti del mercato e delle sistemi industriali. In Italia, proprio per questo, abbiamo deciso di valutare ogni due anni quali regole cambiare nel codice di auto-disciplina». Per Galateri, inoltre, non è soltanto la best practice nella corporate governance a rendere più attraenti le imprese quotate italiane. «Anche sul terreno della compliance e del risk management – spiega – siamo un caso di eccellenza. E voglio precisare che non si tratta di un progresso che riguarda solo le aziende quotate: anche nelle medie imprese private a capitale familiare la cultura della governance si sta diffondendo velocemente». Galateri definisce la governance «un modo di vivere la realtà aziendale nell’interesse di tutti gli stakeholder» e la considera «un elemento essenziale per un buon risultato durevole nel tempo». «La governance, sfrondata da dubbi e perplessità, è una forma mentis di come ci si comporta in un’azienda: è il vero filo conduttore della società e non va intesa come un set di regole da subire come imposizione». Gli investitori esteri lo hanno capito, e il mercato finanziario comincia dar segni di maggiore vitalità. Ma per consolidare il sucesso serve di più: riforme strutturali e semplificazioni sono il vero carburante della fiducia. Per le imprese, gli investitori e le famiglie .

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