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Google contro Uber Vince Lyft, il terzo incomodo  

Tra i due litiganti il terzo ne approfitta. La guerra tra Google e Uber, la società di noleggio auto con autista, potrebbe essere la svolta giusta per Lyft, la principale concorrente di Uber sul mercato americano. Una svolta che arriva in un momento importante: da mesi si parla di trattative per l’acquisizione dell’applicazione, in difficoltà proprio a causa della sua posizione di eterna seconda rispetto alla più grossa (ma anche più controversa, a causa delle lotte legali con le associazioni di taxisti di tutto il mondo) rivale.

Lyft, lanciata nel 2012 da una costola di un altro servizio simile sviluppato nel 2007 dai due cofondatori Logan Green e John Zimmer, deve vedersela fin dal suo esordio con l’ingombrante competitor. Che, avendo dalla sua qualche anno di presenza sul mercato in più, è riuscita ad ingranare più in fretta ed a espandersi in tutto il mondo. Lyft, invece, è sì presente in oltre 150 città ma la gran parte di queste sono negli Usa. Le entrate ci sono (si parla di 2 miliardi di dollari l’anno scorso) e gli investimenti anche (tanto che la valutazione è salita a 5,5 miliardi di dollari). Anche i progetti e le partnership non mancano: la più importante per ora è quella con il colosso General Motors, con cui lavora alla costruzione di una rete di taxi senza guidatore.

PretendentiProprio Gm pare fosse in prima fila per acquisire Lyft, in un momento in cui la stessa società guidata da John Zimmer aveva lasciato intendere di essere pronta ed interessata ad un compratore. L’offerta di Gm, arrivata a fine agosto, sarebbe stata rispedita al mittente: l’app di sharing economy aveva cambiato idea, preferendo cercare nuovi investitori privati anziché diventare di proprietà di un’altra azienda. Secondo diverse voci di corridoio, riprese dalla stampa di settore, la stessa Lyft avrebbe contattato Apple, Amazon e anche la cinese Didi Chuxin. Se il ceo Zimmer non ha negato eventuali colloqui (a Business Insider ha dichiarato «avere dei contatti non vuol dire per forza essere alla ricerca di un’acquisizione»), ha però sottolineato con decisione che la società «non è alla ricerca di un compratore».

Il motivo del cambio di rotta? C’entra qualcosa, forse, la nuova alleanza annunciata poche settimane dopo con Big G. Mountain View ha infatti deciso di integrare a Maps, la piattaforma basata sulle mappe, i servizi Lyft e Gett (un’altra app del settore). Per ora si tratta di un’opzione prevista solo sul mercato statunitense, quello dove la società di Zimmer è più forte: un utente che cerchi un percorso sulle mappe troverà, tra i suggerimenti, anche la prenotazione di un’auto di Lyft o di Gett. Fino ad oggi sulle mappe era invece presente solo Uber, che si trova quindi di colpo a dover competere con due concorrenti nuovi. Non solo: su Maps vengono indicati anche i prezzi e quindi sarà più facile per Lyft, meno costosa, diventare le prima scelta dei potenziali clienti.

La storiaLa parternship tra Uber e Google, in realtà, è di vecchia data: il primo ingresso del servizio sulle Maps risale al 2014, pochi mesi dopo la decisione di Mountain View di finanziare l’app con 258 milioni di dollari. Se, una manciata di anni dopo, i rapporti si sono così deteriorati è a causa del crescente interesse di entrambe le società per le automobili che si guidano da sole, ambito nel quale ora sono concorrenti. Google ha già cominciato la guerra. Non c’è solo l’alleanza con Lyft: secondo alcuni rumors pare che Big G stia valutando di introdurre la possibilità di noleggiare dei guidatori nell’app di navigazione Waze (che Google ha acquisito qualche anno fa).

Ora, grazie all’alleanza con Mountain View, Zimmer e i suoi riusciranno forse a strappare qualche fetta di mercato a Uber. Secondo i dati forniti dalla società stessa alla fine dell’anno scorso, sarebbe già riuscita a coprire il 40% delle corse complessive in almeno due città-chiave, San Francisco e Austin. In tutto, l’applicazione accumula circa un milione di corse a settimana ed ha dalla sua circa 100mila guidatori. Comunque vada, per l’Ipo è ancora presto: niente lascia presagire che la società sbarchi sui listini a breve. In questo sta seguendo la stessa strategia di Uber: nemmeno la più grossa app di noleggio auto con autista ha fretta di avviare le pratiche per la quotazione. Anche se in molti sono pronti a scommettere che il debutto a Wall Street, per la società guidata da Travis Kalanick, arriverà nei prossimi mesi e forse già entro la fine dell’anno.

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