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Google, storico sorpasso su Microsoft a Wall Street

Google batte Microsoft: il re dei motori di ricerca ha messo a segno un nuovo sorpasso storico nella classifica della capitalizzazione di mercato delle grandi firme della Corporate America, che premia i protagonisti d’avanguardia della nuova economia digitale lasciandosi alle spalle, tra gli investitori, anche consolidati re della tecnologia. Con un colpo di reni durante la prima seduta del terzo trimestre, Google ha superato il valore di borsa del colosso di Windows: 249,9 miliardi contro 247,2 miliardi. Adesso è la terza società per market cap, alle spalle della Apple, pioniere per eccellenza delle nuove frontiere negli smarthphonee e nei tablet, con i suoi 631 miliardi, e della compagnia petrolifera Exxon Mobil, ormai isolato rappresentante dei settori piu’ tradizionali con i suoi 426 miliardi.
Un sintomo, insomma, della vittoria di un re di internet su un re del software. Rito di passaggio a un hi-tech che ruota attorno al web, all’autostrada elettronica, e lontano invece dai Pc, dai personal computer che hanno fatto la fortuna del gruppo fondato da Bill Gates. E dell’avvento di una nuova elite a Wall Street sempre più immersa in una realtà «virtuale», purché solida quando si tratta di modelli di business, di profitti e fatturato.
Il sorpasso di Google su Microsoft, già lasciata nella polvere da Apple ormai nel lontano 2010, era in preparazione da tempo. È avvenuto ieri a coronamento di una eccezionale corsa durata tre mesi: tra luglio e settembre il titolo di Google ha conosciuto un’impennata del 30%, sei volte il guadagno registrato dall’indice Standard & Poor’s 500. Che questo sorpasso trovi o meno immediate conferme, per Google il traguardo è già innegabile ed è il riflesso dei recenti successi oltre che della sua storia: la distanza da altre stelle ora appannate della tecnologia è siderale, Hewlett-Packard vale in Borsa 34 miliardi e Dell la metà, 17 miliardi. Più ancora sembra per ora aver messo a tacere – al contrario degli ultimi protagonisti online quali il social network Facebook – perplessità sul business, la sua capacità di rastrellare redditizia pubblicità.
Google ha anche dimostrato la capacità di assorbire una grande acquisizione, quella da 12,5 miliardi delle attività nei cellulari di Motorola Mobility. E di tenere a bada qualunque concorrenza di Facebook, oggi caduta a 22 dollari dai 38 del colocamento in maggio e a 47 miliardi di dollari di market cap. E la marcia di Google potrebbe essere tutt’altro che finita: Citigroup ha pronosticato che il titolo «potrebbe aumentare significativamente di valore nei prossimi dodici mesi». Quanto? Il target degli analisti di Citi è di 850 dollari, dai 759 attuali.
L’avanzata a passo di carica di Google – nata nel 1998 da due studenti della Stanford University, Larry Page e Sergey Brin, e sbarcata in Borsa nel 2004 – ha così intensificato il duello diretto con l’altra stella di prima grandezza in Borsa dell’hi-tech, la Apple. Gli smartphone che utilizzando il sistema operativo di Google, Android, sono il grande avversario degli iPhone e del loro sistema iOs (anzi, oggi dominano il mercato con il 68% dei nuovi acquisti trimestrali). Tanto che la recente battaglia legale tra Apple e Samsung su violazioni della proprietà intellettuale nei telefonini intelligenti è stata interpretata come una guerra a distanza tra i due giganti dell’hi-tech americano. Apple ha vinto in tribunale un round contro Samsung. Ma nei giorni scorsi è stata costretta a scusarsi con i consumatori per aver cercato di sostituire il programma di mappe di Google sul nuovo iPhone 5 con un proprio servizio originale: semplicemente non funzionava bene quanto quello della grande rivale.

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