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Google, stangata da 4,3 miliardi: Bruxelles attacca il sistema Android

In un contesto delicato delle relazioni transatlantiche, la Commissione europea ha annunciato ieri di avere comminato a Google una multa salatissima, di 4,3 miliardi di euro. Alla società californiana è stato rimproverato di sfruttare la posizione dominante del proprio sistema operativo Android, dedicato ai cellulari, per ostacolare la concorrenza e favorire i propri servizi. La multa, oggetto di ricorso, rischia di peggiorare il già difficile rapporto tra Bruxelles e Washington.
In una conferenza stampa, la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha spiegato che Google sta favorendo i propri servizi in tre modi: imponendo ai produttori di cellulare di preinstallare Google Search per ottenere anche Play Store; pagando alcuni produttori perché installino Google Search; e impedendo ad altri produttori di caricare Google Search su apparecchi con sistemi Android non approvati da Google. «Queste scelte hanno impedito ai concorrenti di innovare», ha detto la signora Vestager.
La multa è la più elevata mai comminata a una impresa accusata di aver violato le regole comunitarie. Il record era finora detenuto da una ammenda di 2,4 miliardi di euro, decisa dalla Commissione nel 2017 sempre ai danni di Google (si veda Il Sole/24 Ore del 28 giugno 2017). In quella occasione, la società era stata accusata di favorire nelle ricerche internet il proprio meccanismo di confronto dei prezzi Google Shopping.
I Trattati consentono multe pari fino al 10% del giro d’affari della società. Nel 2017, il fatturato di Alphabet, la casa madre di Google, è stato di 110,9 miliardi di dollari. Come detto, la sanzione giunge in un contesto molto difficile nei rapporti tra gli Stati Uniti e l’Unione europea. Il presidente Donald Trump si è rivelato nazionalista e protezionista, tanto da avere adottato controversi dazi su acciaio e alluminio. Il recente vertice della Nato ha fatto emergere nuove tensioni dopo che Washington ha chiesto agli alleati europei di spendere di più per la difesa. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker si recherà negli Stati Uniti mercoledì prossimo per discutere tra le altre cose del dossier commerciale. «Ricorderò al presidente americano che nel settore del commercio il mercato unico è indivisibile», ha detto ieri in una conferenza stampa qui a Bruxelles. L’Amministrazione Trump ha minacciato nuovi dazi, questa volta contro le automobili europee (soprattutto tedesche) importate negli Stati Uniti. In passato, le autorità americane hanno criticato alcune decisioni europee che hanno colpito le imprese americane. Ad Apple, per esempio, è stato chiesto di rimborsare 13 miliardi di euro in aiuti di Stato ricevuti da Dublino. Ad essere colpite sono state anche Amazon e Starbucks.
In Canada, durante un recente G7, il presidente Trump si è rivolto al presidente Juncker e gli ha detto: «La vostra Tax Lady… Detesta veramente gli Stati Uniti». Per tutta risposta, la signora Vestager ha spiegato ieri che le decisioni antitrust non possono essere condizionate dal “contesto politico”. Ha poi aggiunto: «La nostra missione è chiara: proteggere i consumatori». Ha assicurato «di amare molto gli Stati Uniti» e ricordato che l’antitrust americano ha la stessa sensibilità di quello europeo nel difendere il libero mercato. Sull’ammontare della multa, ha infine precisato che in base ai diversi parametri «questo è in linea con ammende precedenti». Positivo il commento dell’associazione di categoria FairSearch: «L’indagine è durata cinque anni perché Google ha usato tutti i trucchi possibili per rinviare una decisione». La società ha ora 90 giorni per mettere fine alla sua “pratica illegale”. Secondo Bruxelles, la società controlla il 95% del mercato dei sistemi operativi per cellulari intelligenti sotto licenza. Google ha annunciato che farà ricorso davanti alla Corte europea di Giustizia: «Il sistema Android ha creato più scelta per tutti, non meno scelta».

Beda Romano

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