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Google, sì dell’utente per usarne i dati a fini commerciali

Uso commerciale dei dati raccolti da Google solo con il consenso dell’interessato. Il Garante della privacy, con il provvedimento 353 del 10 luglio 2014, primo in Europa, ha impartito prescrizioni al colosso di Mountain View, che ora ha 180 giorni per adeguare prassi e modelli di informativa e raccolta consenso.

In sostanza si passa a trattamenti un po’ meno all’insaputa dell’interessato, considerato che Google non potrà utilizzare i dati a fini di profilazione, se non ne avrà prima ottenuto il consenso, e dovrà dichiarare esplicitamente di svolgere questa attività a fini commerciali. Rinviata, invece, in parte, per chi non ha un account, la piena attuazione del diritto alla cancellazione dei risultati delle ricerche, affermato dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 13 maggio 2014 che, nella causa C-131/12.

Ma vediamo le cautele prescritte dal garante della privacy.

Informativa

Il garante prescrive l’informativa su più livelli. Il primo livello è di carattere generale e fornisce le informazioni più rilevanti per l’utenza: l’indicazione dei trattamenti e dei dati oggetto di trattamento (ad esempio localizzazione terminali, indirizzi Ip), dell’indirizzo presso il quale rivolgersi in lingua italiana per esercitare i propri diritti. Un secondo livello, più di dettaglio, fornisce le specifiche informative relative ai singoli servizi offerti: posta elettronica (Gmail), social network (GooglePlus), pagamenti online (Google Wallet), diffusione di filmati (YouTube), mappe online (Street View), analisi statistica (Google Analytics).

Google dovrà spiegare chiaramente, nell’informativa generale, che i dati degli utenti sono monitorati e utilizzati, tra l’altro, a fini di profilazione per pubblicità mirata e che essi vengono raccolti mediante i cookie e anche con tecniche più sofisticate, come ad esempio il fingerprinting (raccolta di informazioni sulle modalità di utilizzo del terminale da parte dell’utente archiviati presso i server della società).

Consenso

Ci vuole il consenso dell’interessato per utilizzare a fini di profilazione e pubblicità comportamentale personalizzata i dati degli interessati. La pronuncia ricorda che Google è in grado di usare a fini commerciali sia i dati relativi alle mail sia quelli raccolti incrociando le informazioni tra servizi diversi o utilizzando cookie e fingerprinting. Il consenso deve essere esplicito e l’utilizzo di un servizio non può essere considerato come consenso

In proposito il Garante ha anche indicato una modalità innovativa di raccolta del consenso.

In particolare si indica la visualizzazione di un’area contenente l’informativa, il link alla privacy policy, il link a una ulteriore area dedicata nella quale sia possibile negare o graduare il consenso alla profilazione e, infine, l’indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso o selezione di un elemento esterno all’area in primo piano (ad esempio, di un form di ricerca, di una mappa, di un’immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso alla profilazione.

Conservazione

Google dovrà definire tempi certi di conservazione dei dati, sia per quanto riguarda quelli mantenuti sui sistemi cosiddetti «attivi», sia successivamente archiviati su sistemi di «back up».

Per la cancellazione di dati personali, il Garante ha imposto a Google che richieste provenienti dagli utenti titolari di un account siano soddisfatte al massimo entro due mesi se i dati sono conservati sui sistemi «attivi» ed entro sei mesi se i dati sono archiviati sui sistemi di back up.

Per quanto riguarda, invece, le richieste di cancellazione che interessano l’utilizzo del motore di ricerca, si devono attendere gli sviluppi applicativi della sentenza della Corte Ue sul diritto all’oblio.

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