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A Google multa record dall’Europa

Lo scontro annunciato tra l’Unione Europea e il colosso californiano dei motori di ricerca Google è esploso in modo più clamoroso rispetto alle indiscrezioni della vigilia. La commissaria per la Concorrenza, la danese Margrethe Vestager, ha annunciato a Bruxelles la più pesante multa della storia della Ue a carico della stessa Google e della sua controllante Alphabet per abuso di posizione dominante nel settore dei motori di ricerca in Europa. L’importo da 2,42 miliardi di euro risulta oltre il doppio degli 1,06 miliardi di euro inflitti nel 2009, sempre per una violazione simile della normativa antitrust comunitaria, al colosso californiano dell’informatica Intel. I vertici di Google hanno replicato che «rispettosamente non condividono le conclusioni annunciate dalla Commissione», che le «esamineranno nei dettagli» perché «stanno considerando di appellarle» e che «continueranno a far valere la propria posizione».

Vestager, a differenza degli altri commissari Ue (impegnati principalmente in controlli, valutazioni e proposte) dispone di importanti poteri decisionali e sanzionatori proprio per far rispettare i princìpi di una concorrenza corretta in Europa. Secondo l’inchiesta, Google ha abusato della sua posizione quasi monopolistica nei motori di ricerca per favorire illegalmente il proprio servizio di confronto dei prezzi dei prodotti. In pratica l’utente che clicca viene diretto verso Google shopping (precedentemente denominato Froongle e Google product search). L’indagine pluriennale della Concorrenza Ue, nata dalle denunce di concorrenti ritenutisi penalizzati, ha scoperto che Froongle «semplicemente non funzionava». I vertici di Google avrebbero così deciso di rilanciarlo abusando della posizione dominante e facendolo apparire nella prima pagina delle ricerche. I concorrenti venivano collocati nelle pagine successive, ben conoscendo la tendenza degli utenti di visionare prioritariamente quanto appare nella selezione iniziale. In questo modo Google shopping ha beneficiato di un vero boom. «Quello che Google ha fatto è illegale per quanto riguarda le regole Ue — ha detto Vestager —. Ha impedito alle altre società di fare concorrenza sulla base dei loro meriti e di innovare. E soprattutto, ha impedito ai consumatori europei di beneficiare di una scelta reale di servizi e di tutte le opportunità dell’innovazione».

Se il gigante californiano dei motori di ricerca non metterà fine al suo abuso rischia sanzioni aggiuntive rispetto ai 2,42 miliardi. Vestager ha fissato un termine massimo di 90 giorni: «Altrimenti sarà sottoposta ad altre multe fino al 5% del giro di affari medio realizzato ogni giorno a livello mondiale da Alphabet, la società madre». Inoltre la commissaria danese ha anticipato che l’aver dimostrato la posizione dominante del gigante californiano nei motori di ricerca consente una conclusione preliminare di abuso anche nelle altre due indagini in corso sul sistema di applicazioni per smartphone Android e sul servizio di pubblicità AdSense, pur se «è presto per i risultati finali».

Ivo Caizzi

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