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Google, maxi multa Ue “Falsate le ricerche sullo shopping online”

La Commissione europea è pronta a colpire Google con una maxi multa da almeno un miliardo di euro per abuso di posizione dominante. L’Antitrust comunitario, guidato da Margrethe Vestager, dovrebbe passare all’azione domani, al termine della riunione settimanale del collegio presieduto da Jean-Claude Juncker. La notizia, riportata da alcuni media a partire da
Financial Times e Wall Street Journal, trova diverse conferme a Bruxelles. Nel mirino dell’esecutivo Ue c’è il servizio Google Shopping, accusato di distorcere la concorrenza favorendo sistematicamente nelle ricerche su Internet la piattaforma di vendite online del colosso statunitense attraverso la comparazione dei prezzi a scapito dei rivali, puntualmente esclusi dai primi posti delle ricerche sulla pagina generale di Google. La Commissione imporrà all’azienda anche la modifica delle sue pratiche commerciali per mettere fine agli escamotage giudicati illegali.
Si avvia così a conclusione una delle tre indagini che Bruxelles ha aperto nei confronti del colosso fondato da Larry Page e Sergey Brin. Le altre due, ancora in corso, riguardano il sistema operativo Android e la piattaforma pubblicitaria Adsense. La Commissione ha aperto il file nel 2010 in seguito alle denunce di diversi concorrenti, tra i quali le aziende americane Microsoft e TripAdvisor. La multa sarà comunque inferiore al tetto massimo del 10% del giro d’affari previsto dalle regole europee che per Google – mai colpita da un antitrust con potenza di fuoco planetaria – nel 2016 ammontava a 80 miliardi.
Da mesi i colossi della Silicon Valley temono di essere colpiti dall’Unione europea visto che non si sentono politicamente coperti da Donald Trump, la cui constituency è l’industria tradizionale. A Bruxelles negano di guardare al passaporto delle aziende nei casi di concorrenza e in effetti anche con Obama alla Casa Bianca – sponsor politico dell’industria digitale – l’high tech americano è finito nel mirino diverse volte con multe anche superiori a quella attesa per Google. Su tutte la sanzione record (1,06 miliardi) per un caso di concorrenza imposta otto anni fa a Intel e la botta ad Apple, che lo scorso anno è stata costretta a restituire 13 miliardi di tasse non pagate grazie ai benefici fiscali in Irlanda. Nonostante la freddezza di Trump verso i colossi del web, la multa a Google è destinata ad alzare ancora la temperatura dei rapporti transatlantici, già tesi su diversi dossier a partire da quelli su clima e commercio.
La decisione avrà una portata immensa, cambierà quello che centinaia di milioni di consumatori europei vedono sul display dei loro smartphone, pc e tablet, costituirà un precedente per il futuro e darà via a una colossale battaglia legale che potrebbe occupare la Corte di giustizia europea per anni. A Bruxelles infatti tutti si aspettano che Google ricorrerà contro la decisione della Vestager e si parla di milioni di pagine web già pronte ad essere depositate presso i giudici del Lussemburgo per confutare la condanna e soprattutto i rimedi che le saranno imposti dall’Antitrust europeo. Dal canto suo, la direzione generale per la Concorrenza della Commissione non ha mai perso un caso antitrust in 40 anni e sta preparando la decisione con attenzione maniacale.

Alberto D’Argenio

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