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Google maps per le verifiche

Accertamenti immobiliari anche con Google Maps. Al posto del sopralluogo diretto, i funzionari dell’Agenzia delle entrate potranno acquisire informazioni sull’immobile oggetto di verifica utilizzando gli strumenti informatici disponibili in ufficio e accedendo a Internet. Ovviamente, al preciso fine di «rafforzare» la motivazione di un tale accertamento sarà opportuno procedere ad allegare all’avviso di rettifica l’immagine dell’immobile appositamente stampata attraverso la funzione di «street view» dell’applicativo.

È quanto si legge nella recente circolare n. 16/E del 28 aprile scorso (si veda ItaliaOggi del 4/5/2016) relativamente alle attività di controllo finalizzate ad accertare eventuali occultamenti nei corrispettivi degli atti di trasferimento immobiliari, soprattutto in tema di imposte sui trasferimenti (registro, ipotecaria e catastale). In effetti, testualmente, la circolare in commento evidenza che, per quanto concerne i controlli relativi ai valori dichiarati, particolare attenzione deve essere prestata alla fase di selezione degli atti da sottoporre a controllo, concentrando le «risorse disponibili» (addetti) sulle fattispecie più significative e con più elevati profili di rischio evasione e/o elusione, anche mediante costituzione di «gruppi di lavoro» che facilitino l’interscambio di dati e/o informazioni.

L’uso delle recenti tecnologie informatiche per le attività di accertamento non è certo una novità (si veda ItaliaOggi del 12/2/2016); colpisce però che il ricorso a una tale metodologia grezza di accertamento sia contenuta in una circolare nella quale la stessa Agenzia delle entrate raccomanda alle sue strutture periferiche un corretto utilizzo delle presunzioni di legge e, più in generale, dei poteri istruttori, onde evitare il risalto mediatico che accertamenti basati esclusivamente su presunzioni, tipico caso quello dei valori immobiliari, hanno recentemente scatenato.

L’Agenzia, subito dopo aver evidenziato la necessità, prima dell’emissione dell’avviso di rettifica, di sviluppare sempre un contraddittorio con il contribuente, al fine di valutare situazioni peculiari, ma anche con l’obiettivo di rafforzare la maggiore quantificazione della pretesa tributaria, concede ai suoi funzionari una via intermedia, estremamente semplificata di accertamento virtuale del valore dell’immobile.

In alternativa all’esecuzione di sopralluoghi, di rilievi sul posto, di foto dell’immobile e della zona ove lo stesso è ubicato, al fine di rendersi davvero conto della realtà dei luoghi, per i verificatori è possibile lasciarsi tentare dall’utilizzo della famigerata applicazione del più conosciuto motore di ricerca al mondo, soprattutto quando per l’immobile in questione è attivabile la funzione «street view».

Così facendo con pochi e semplici click del mouse e partendo dall’inserimento dell’indirizzo ove l’immobile è ubicato, il funzionario preposto alla verifica dei valori indicati nell’atto di trasferimento dalle parti si troverà a video la rappresentazione «virtuale» dell’immobile e della zona ove lo stesso è situato.

Il funzionario, inoltre, potrà spostarsi, sempre virtualmente, avanti e indietro o aggirare l’immobile esplorando lo stesso da tutti i lati visibili censiti nel data base di Google.

Dopo avere effettuato questa visita virtuale, stando alle prescrizioni contenute nella circolare, che detta gli indirizzi operativi per le attività di contrasto all’evasione per l’anno 2016, il funzionario in questione potrà esprimere un giudizio sul valore dell’immobile in oggetto e passare alla contestazione di quanto dichiarato in atto dalle parti, allegando, a sostegno della propria valutazione le immagini riprodotte dal sistema.

Che un tale modus operandi sia estremamente più semplice e veloce è inconfutabile e permette ai verificatori di risparmiare energie, sviluppando ulteriori e consueti accertamenti «a tavolino».

Peccato, però, che nell’applicazione in esame, o nelle altre analoghe, la realtà dei luoghi che viene a evidenza è una realtà virtuale che spesso risale a due o tre anni addietro rispetto al momento dell’accesso.

Potrebbe pertanto accadere che sia l’immobile oggetto di ispezione virtuale sia l’intero contesto nel quale esso viene visualizzato sia in realtà profondamente diverso dalla realtà.

L’utilizzo delle applicazioni virtuali dovrebbe essere utilizzato, in alternativa al sopralluogo diretto, anche per «evidenziare meglio le analogie e le differenze tra l’immobile da valutare e quelli presi come riferimento, sulla base delle principali caratteristiche che influenzano i prezzi di mercato della tipologia di immobile in esame».

Se davvero dovessero essere queste le future attività istruttorie, propedeutiche all’emissione degli avvisi di rettifica dei prezzi di trasferimento degli immobili da parte dei funzionari del fisco, è difficile, anche soltanto ipotizzare, che su questo fronte si avranno accertamenti più equi, con un sicuro aumento dei contenziosi con i contribuenti.

Andrea Bongi e Fabrizio G. Poggiani 

 

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