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Google, editori francesi all’Antitrust

Gli editori francesi si rivolgeranno all’autorità antitrust contro Google. È questa la posizione annunciata ieri dall’Alliance de la presse d’information générale di cui fanno parte oltre 300 giornali d’Oltralpe per contrastare la chiusura del motore di ricerca su qualsiasi trattativa per il pagamento dei diritti d’autore previsti dalla direttiva europea sul copyright. L’annuncio di ieri non è arrivato in un giorno a caso: il 24 ottobre era il giorno dell’entrata in vigore della legge francese che ha recepito la direttiva europea che garantisce il diritto connesso agli editori sugli articoli pubblicati online, il primo caso di applicazione della norma fra tutti i membri dell’Unione.Google aveva già fatto conoscere la propria ferma posizione qualche settimana fa: nei risultati delle ricerche e in Google News avrebbe utilizzato soltanto i titoli, cosa consentita dalla direttiva, niente estratti né foto a meno che l’editore non ne concedesse l’utilizzo gratuitamente rinunciando quindi a far valere il proprio diritto dal punto di vista economico. Detenendo Google una quota di mercato nelle ricerche che supera il 90%, gli editori francesi hanno pensato di denunciarlo all’autorità per la concorrenza per abuso di posizione dominante.

«Tutti sanno molto bene che non appena un Url non viene arricchito, i collegamenti vengono meno cliccati», ha detto Jean-Michel Baylet, patron de la Dépêche du Midi e presidente dell’Alleanza. «Meno clic, meno apparirai nei risultati di ricerca di Google e così dopo un po’ sparirai».

«Presentiamo un reclamo all’Autorità garante della concorrenza perché sia riconosciuto che Google abusa della sua posizione dominante per costringere gli editori», ha dichiarato il vicepresidente Marc Feuillée (direttore generale del gruppo Le Figaro). «L’Autorité de la concurrence deve porre fine a questo abuso. È necessario prendere misure precauzionali per muoversi rapidamente, perché si deve fermare tutto prima che la situazione diventi irreversibile».

Alcune testate, tra le quali Le Monde, hanno concesso l’utilizzo gratuito di estratti e foto, una soluzione considerata temporanea per evitare che il traffico al sito avesse un impatto. L’Alliance, la Fédération Nationale de la Presse d’Information Spécialisée e il Syndicat des Editeurs de la Presse Magazine hanno sottolineato che anche se gli editori dovessero decidere di continuare a mostrare immagini e brevi estratti, ciò non costituisce una rinuncia né all’esercizio del loro diritto, né al principio di un’equa remunerazione.

Sulla questione sono intervenute anche le due associazioni europee degli editori della carta stampata, l’Emma (magazine) e l’Enpa (quotidiani), che hanno chiesto all’Ue di assumere un «ruolo proattivo al fine di porre fine agli squilibri competitivi subiti dagli editori di stampa in tutta Europa di fronte alle piattaforme dominanti».

«Il diritto degli editori è il primo passo per affrontare il dominio della piattaforma online», ha detto il presidente dell’Enpa Carlo Perrone. «Prenderemo in considerazione possibili misure formali e legali per fermare questo uso improprio della posizione dominante sul mercato di Google».

Andrea Secchi

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